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Le 24 food company che cambieranno il nostro modo di mangiare

A breve il nostro modo di mangiare sarà trasformato da 24 food company, impegnate già ora ad imbandire le tavole del futuro.

Vi siete mai chiesti quale sarà il nostro modo di mangiare tra 20 anni? Scoprendo di più riguardo 24 food company si può capire molto di quello che ci aspetta a tavola nel prossimo futuro.

24 food company

Copia

Diminuire lo spreco alimentare è un altro elemento chiave della rivoluzione del sistema agroalimentare e Copia, rispetto a tantissime altre realtà impegnate sul tema, sta facendo molto parlare di sé. La chiave del loro successo è la fitta rete di collegamento che crea tra le organizzazioni no-profit, i consumatori e i distributori. Così gli «scarti» vengono distribuiti dove ce n’è più bisogno. Non mancano comunque diverse app nate per combattere lo stesso fenomeno, e città come Londra e New York sono in prima linea.

copia

Analytical Flavor Systems

Quando si lancia un nuovo prodotto alimentare sul mercato la cosa forse più difficile è predire se alle persone piacerà o meno. È una questione complicata, che spesso e volentieri coinvolge un panel di esperti in grado di spiegare per filo e per segno perché hanno gradito o meno una certa ricetta. Analytical Flavor Systems sostituisce l’intero processo con sensori e intelligenza artificiale, un sistema in grado di predire quanto piacerà un determinato alimento per precise porzioni di consumatori.

analytical flavor systems

Whisk

Altra applicazione dell’intelligenza artificiale in cucina: ricette messe a punto da un computer, personalizzate, i cui ingredienti vengono valutati online anche dal punto del prezzo, tramite e-commerce. Con solo 10 impiegati, questa società con base a Birmingham collabora con giganti come la BBC e sembra essere unica nel suo genere.

whisk

Buzzfeed Tasty

Magari anche voi, sfogliando la vostra bacheca di Facebook, vi siete imbattuti in brevi video ricette dallo stile leggero e veloce, piatti semplici ma perfetti da preparare in casa con il minimo sforzo. È stato Buzzfeed Tasty ad introdurre questo tipo di format, diventando, ad oggi, il contenitore di ricette filmate più frequentato di internet. Ora si dedicano anche alla produzione e brandizzazione di strumenti da cucina.

buzzfeed tasty

AgShift

Questa azienda punta a fare qualcosa di tanto complesso quanto utile: sfruttando le nuove implementazioni dell’intelligenza artificiale, vuole mettere a punto un’applicazione in grado di riconoscere, attraverso una foto un ortaggio, valutandone lo stato di conservazione e qualità. Grazie ad un archivio messo a punto dall’USDA – l’U.S. department of agriculture – il programma sarà in grado di confrontare le foto scattate con il telefono con quelle categorizzate, in modo da stimare con sempre maggior accuratezza lo stato degli ortaggi, evidenziandone il prezzo corretto.

AgShift

Ingest.Ai

Il mondo dell’informazione sta raggiungendo ogni ambito, compresa la ristorazione. Esistono software per ogni aspetto gestionale, dalle ordinazioni al magazzino fino alle consegne a domicilio. A volte può essere estremamente complicato riuscire a gestire tutto, ma il programma Ingest.Ai, messo a punto da un ex ingegnere della IBM potrebbe risolvere la questione alla radice. Raccogliendo tutte le sfaccettature gestionali in un singolo software, promette di rivoluzionare l’efficienza di moltissimi locali.

ingest.ia

Innit

Il concetto dietro a Innit è un po’ più complesso: l’idea è creare un generatore di ricette personalizzate aderenti ai negozi a disposizione nelle vicinanze del consumatore e ai pasti che questo vorrebbe consumare durante la settimana. Una sorta di ricettario in grado anche di dirvi cosa avete bisogno di mangiare per stare al meglio, verificando i pasti precedenti, e dove fare la spesa per preparare la migliore versione possibile dei vostri manicaretti. Sembra fantascienza, ma la partnership stretta con giganti del calibro di Electrolux, LG e Philips sono ottimi segnali per questa nuova realtà.

inni

Instant Pot

Qui in Italia si vedono ancora poco, ma all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, sembrano non poterne fare a meno. Instant Pot è una pentola a pressione elettrica e programmabile, che conta su una vasta e attivissima comunità sempre impegnata a scambiarsi trucchi e consigli per usarla al meglio. Ha avuto un successo tale da diventare il sinonimo di tutte le altre pentole simili, in grado di cucinare in maniera precisa tantissimi alimenti diversi.

Istant pot

Caliburger

Cosa ci fa in questa lista una catena di hamburgerie? È uno dei brand che si interessa di più all’innovazione, basti pensare a Flippy, il loro robot dedicato alla preparazione degli hamburger. Hanno anche messo a punto dei chioschi per velocizzare i pagamenti grazie al riconoscimento facciale. Può sembrare poco, ma è solo la punta dell’iceberg di un futuro che vedrà sempre più automatizzazione nel mondo della ristorazione.

Caliburger

Cafe X

La prima generazione dei robot marchiati Cafe X è stata sperimentata nel 2017, e ad oggi siamo alla seconda. Sono in molti a sostenere che a breve potremo trovarci di fronte un braccio robotico dietro al bancone, impegnato a servirci il nostro caffè preferito. E progetti come questo nascono in tutto il mondo, basti pensare Sawyer, il robot barista giapponese.

cafeX

Intellectual Ventures/Modernist Cuisine

Immaginate la follia creativa della fabbrica di Willy Wonka ma applicata ad ogni ambito della cucina. Questo è Intellectual Ventures, una compagnia impegnata nel trovare nuovi e geniali modi per cucinare il cibo. Ha depositato diversi brevetti per la lavorazione personalizzata di certi alimenti e stampa 3D in cucina. Modernist Cuisine, che opera sotto lo stesso tetto, si dedica invece più all’ambito della cucina molecolare e la gastronomia di precisione.

Intellectual ventures modernist cuisine

PicoBrew

L’azienda PicoBrew con il suo prodotto Pico U vuole rivoluzionare il modo in cui prepariamo le bevanda a casa. Si tratta di una macchina che combina un sistema di «capsule» marchiate dall’azienda e ingredienti scelti dall’acquirente. Si può gustare Kombucha, Yerba Mate, caffè ma anche birra o diversi tipi di bibite. E non si tratta delle stesse capsule che abbiamo imparato a conoscere con il caffè: per la birra, per esempio si parte proprio da orzo e luppolo.

PicoBrew

PerfectDay

Questa azienda, seguendo un concetto simile a quello della carne cresciuta in laboratorio, utilizza un lievito modificato geneticamente per produrre latte senza bisogno delle mucche? Non stiamo parlando di un prodotto simile, tipo «latte di soia», stiamo parlando di una bevanda organoletticamente e nutrizionalmente identica all’originale, senza però sfruttare animali. Non si tratta di un progetto utopico: PerfectDay si sta inserendo molto bene come fornitrice di latte per altre aziende.

PerfectDay

Aspire

Molti storcono ancora il naso, ma sempre più persone credono che gli insetti saranno una parte importante della dieta nel prossimo futuro. Esistono molte realtà che stanno affrontando questo mercato, come 21Bites in Europa, ma è Aspire, negli Stati Uniti, ad essere leader di questo nuova realtà emergente. La società possiede un allevamento automatizzato di grilli ed ha da poco acquistato un’azienda specializzata in barrette proteiche a base di insetti.

Aspire

Beyond Meat

Niente OGM, niente glutine e niente soia per i prodotti Beyond Meat, che sta portando sul mercato hamburger praticamente indistinguibili dalle loro controparti a base di carne. L’azienda conta su investitori come Leonardo di Caprio, Bill Gates e Richard Branson, e utilizza solo ingredienti vegetali per le sue preparazioni. Altre aziende simili, come la Impossible Foods con il suo hamburger impossibile stanno percorrendo strade analoghe, ma Beyond Meat sembra stare lentamente vincendo su tutti i concorrenti.

beyond meat

Amazon Go

Abbiamo scritto molto riguardo la spesa a casa e i supermercati del futuro, ma Amazon Go è sicuramente l’esempio più concreto. I suoi negozi di prova hanno dato un assaggio di come potrà essere la spesa tra qualche anno, non decenni. Il primo punto a Seattle ha dimostrato convenienza e una rapidità nel passare dagli scaffali alla cassa e poi all’uscita unica nel suo genere.

amazon go

Byte Foods

Cambiando focus, Byte Foods si sta occupando di rivoluzionare il mondo del pranzo in ufficio. Il principio di funzionamento è simile a quello di Amazon Go, ma con un tocco di personalizzazione in più: vengono valutati i prodotti locali più di tendenza, le preferenze dei singoli dipendenti e un software imparerà a farci trovare negli appositi frigoriferi i loro piatti preferiti. Sono stati tra i primi a offrire anche alcune opzioni per la cena, così che i lavoratori non debbano fermarsi al supermercato da casa.

byte foods

FoodLogiQ

La tracciabilità degli alimenti è un argomento sempre più importante per tutti i consumatori, un mattone fondamentale per la sicurezza alimentare. Abbiamo già parlato di come la blockchain, il meccanismo criptografico dietro ai bitcoin, possa aiutare a migliorare questo aspetto della catena alimentare, ma FoodLogiQ sta già implementando alcuni sistemi per aiutare produttori e consumatori. Le informazioni sulla filiera vengono mostrate in ogni loro dettaglio, seguendo passo passo il piatto dal campo alla tavola.

foodlogiq

Zume

Zune è una start-up che punta su food truck dedicati alla pizza, preparata con l’aiuto di robot. E non è l’aspetto più tecnologico della società: per posizionare i suoi mezzi ha utilizzato una montagna di dati e algoritmi, così da predire quantità e tipologie di pizze ordinate. Siamo o non siamo già nel futuro?

zume

Nima

Altro argomento scottante sul piano alimentare, sempre più alla ribalta delle cronache, sono le intolleranze e le allergie alimentari. Nima con i suoi prodotti mira a dare in mano ai consumatori strumenti per rilevare in tempo reale il glutine all’interno degli alimenti, ma l’obiettivo è di riuscire a creare un dispositivo in grado di rintracciare ogni allergene possibile.

Nima

Chef’d

Esistono diverse realtà che fanno arrivare direttamente a casa un kit di alimenti pronti per essere trasformati in ricette e piatti deliziosi, ma Chef’d è forse l’azienda più di successo del settore. Tecnicamente punta al white-labelling, offrendo a giganti come Nestlé e Campbell la possibilità di sponsorizzare determinati prodotti. Pur avendo cominciato esclusivamente online ora conta anche su un canale retail molto forte, presente anche nei supermercati.

chef-d

Deliveroo

Esistono moltissimi servizi di consegna a domicilio, ma non sono tutti uguali. Deliveroo merita di essere menzionato, in particolare, per il suo progetto Editions: l’idea è quella di servire le zone con la più scarsa presenza di ristoranti, aiutando nuove realtà ad aprire con bassi costi di lancio servendo esclusivamente online. I clienti potranno avere più scelta vicino casa e nuove attività potranno nascere con un aiuto finanziario.

deliveroo

Ember

La prima «tazza in grado di controllare la propria temperatura» al mondo. Si tratta di una semplice mug in grado di scaldarsi da sola, un’idea semplice che però potrebbe vedere implementazioni molto interessanti. Dai brevetti depositati dall’azienda si intuisce che in futuro potrebbero rivolgersi verso medicinali e biberon. Nel frattempo però niente avanzi di caffè da riscaldare in microonde, ci pensa direttamente Ember.

ember

Pilotworks

Ultima ma non ultima c’è Pilotworks, una società che si occupa di incubare altre start-up del mondo del cibo. Un’idea venuta ai due ideatori proprio per la difficoltà da loro incontrata per trovare infrastrutture adeguate al lancio di piccole realtà innovative nell’ambito food.

pilotworks
REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.