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I cibi più disgustosi e strani del mondo

Abbiamo selezionato i cibi più disgustosi ed estremi del mondo, da quelli spaventosi, maleodoranti e nauseanti fino a quelli al limite del commestibile e del legale.


I cibi disgustosi del mondo sono davvero tanti e dalle caratteristiche più disparate. È bene precisare che il concetto di «disgustoso» è soggettivo, poiché quello che può essere delizioso per un paese, per una città o per un individuo può risultare inusuale o nauseante per persone appartenenti a culture e abitudini alimentari diverse. Ecco allora una selezione dei cibi più repellenti del mondo, divisi in sei categorie di appartenenza: i vivi e vegeti, quelli fermentati o marci; quelli con muffa, acari e larve, animali domestici e altri animali, strane parti del corpo e organi e prodotti sanguigni.

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Cibi vivi e vegeti

Per molti, l’idea di ingoiare qualcosa che si sta ancora muovendo, cercando di scappare, è terrificante ma per altri è una sfida culinaria nonché una garanzia di freschezza. Basta pensare alla pratica giapponese dell’Ikizukuri, ovvero il sashimi di pesce fresco servito nel piatto ancora vivo e affettato di fronte ai commensali. Per l’Ikizukuri vengono utilizzati pesci, gamberetti, polpi o aragoste. Questo piatto è vietato in Australia e in Germania, soprattutto per la sofferenza inflitta all’animale. Una ricetta simile è il coreano Sannakji, che consiste in un polpo affettato ancora vivo e condito con olio di sesamo.

cibi disgustosi drunk shrimps

In Cina, invece, è molto diffuso un piatto chiamato Drunken shrimps, gamberetti ubriaco, che consiste in gamberetti d’acqua dolce che vengono serviti, ancora vivi, immersi in un forte liquore chiamato Baijiu. Un’ultima inquietante pratica, diffusa tanto in oriente quanto in occidente, è quella di mangiare le ostriche o le aragoste ancora vive. Sempre che non si mettano in fuga prima di essere mangiate. Per concludere, la pietanza più shockante di tutte, ovvero il cuore pulsante di cobra, amato dai vietnamiti, a volte servito in un bicchierino di vodka.

Cibi fermentati, marci e putrefatti

Questa categoria di cibi è particolarmente apprezzata nei paesi settentrionali dell’Europa e dell’America. Uno dei piatti più singolari e più noti è l’islandese l’Hákarl, ovvero carne di squalo lasciata a fermentare e seccare per mesi e mesi, per renderne la carne commestibile – cruda, infatti, risulterebbe letale – e il sapore più gradevole, ma anche per eliminare gli acidi urici contenuti in grandi quantità. In Canada a essere fermentato è invece il salmone, le cui teste vengono sepolte nel terreno per alcune settimane, fino a diventare una poltiglia.

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Un ultimo piatto bizzarro, che non rientra propriamente in questa categoria ma che è pur sempre un cibo preparato con un processo di cottura a dir poco insolito, sono le uova cinesi del Dongyang dette Tong zi dan. Ogni anno, in primavera, in questa località le uova sode vengono cotte nell’urina di giovani ragazzi raccolta tramite secchi nelle scuole, e quello che si ottiene non solo viene considerato un vero toccasana dalla medicina cinese ma è stato riconosciuto come patrimonio culturale locale.

Cibi con muffa, acari e larve

Fin da piccoli ci è stato insegnato che gli alimenti ricoperti di muffa non vanno mangiati, eppure ce ne sono alcuni che nel mondo sono considerati delle prelibatezze. Ne sono un esempio tantissimi tipi di formaggio dal sapore pungente e molto apprezzati anche da noi, quali il Roquefort e il Gorgonzola, le cui venature blu e verdi indicano proprio la formazione di muffe, processo chiamato erborinatura. Un caso più estremo è però quello del formaggio francese Mimolette, famoso non solo per il suo colore arancione acceso ma per la crosta attaccata da acari.

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Similarmente, il sardo Casu marzu – formaggio marcio – è un pecorino che viene lasciato infestare di larve di mosche del formaggio, per ottenere una consistenza più cremosa. Passando dal formaggio ai vegetali, il piatto più strano è il messicano huitlacoche o «tartufo del mais», ovvero pannocchie infestate da un fungo parassita, dal colore nero e dal sapore che ricorda la muffa e la terra. E non mancano inoltre gli esempi nel mondo degli alcolici, con gli apprezzatissimi vini muffati.

Animali domestici

Approfondendo le cucine e le tradizioni del mondo ci si può rendere conto quanto diversa sia la pratica di tenere in casa un animale e quanto possa variare la percezione di quali animali è giusto mangiare e quali no. In alcuni paesi del Sud America sono ad esempio molto diffusi gli allevamenti di porcellini d’India, piatto tradizionale cotto o stufato con verdure.

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Nei paesi che affacciano sul Pacifico i pipistrelli sono l’ingrediente base di zuppe leggere e altamente proteiche, mentre in Cina e in Corea l’asma viene curato con il cosiddetto Baby mice wine ovvero una bevanda alcolica – vino di riso – in cui vengono immersi ancora vivi dei topolini che hanno meno di tre giorni. Chi lo ha assaggiato ha dichiarato che il sapore ricorda il gasolio.

Strane parti del corpo e organi

Avrete certamente sentito il detto «del maiale non si butta niente». Ebbene, in varie parte del mondo questo detto non solo viene preso alla lettera, ma viene applicato anche ad altri animali. Basti pensare alle famose «palle di toro», piatto tipico toscano che appartiene alla categoria delle granelle, ovvero testicoli di animali consumati in diversi paesi del mondo e cotti in modo diverso. Uno dei tanti «orrori» giapponesi sono invece gli occhi di tonno, venduti in sacchetti trasparenti e cucinati perlopiù in umido o bolliti, dalla consistenza gommosa.

Piatto tipico del Nord America sono i musi di alce in gelatina, bolliti insieme a varie spezie e poi raffreddate per ottenere una gelatina da mangiare con il pane o nell’insalata. In Norvegia, infine, uno dei piatti tipici chiamato Smalahove consiste in una testa di pecora bollita o cotta al vapore.

Prodotti a base di sangue

Il sangue è un alimento tabù in alcune parti del mondo, ma in altri costituisce la base di ricette popolari, spesso dolci. In diverse regioni italiane, prima del divieto del 1992, era molto diffusa una versione del sanguinaccio, crema dolce a base di cioccolato fondente amaro, con aggiunta di sangue fresco di maiale che gli forniva un caratteristico retrogusto acidulo.

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La cagliata di sangue o i piatti di sangue solidificati sono tuttora un piatto comune in Vietnam, Ungheria, Tibet, Thailandia, Cina e Corea. In Scandinavia e in Norvegia sono infine molto apprezzati i Blodplattar, ovvero pancake salati realizzati con sangue di maiale e occasionalmente serviti con carne di maiale o di renna.

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Nomade digitale, docente di social media marketing e scrittrice, appassionata di viaggi, arte, tecnologia e alimentazione vegetariana e vegana. In cucina ama prendere spunto dalle sue passioni, aggiungendo ingredienti naturali e un pizzico di creatività.