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Farine funky: le farine alternative

Le farine funky sono farine alternative che nascono da semi, frutta a guscio, verdure e frutti, sono le nuove tendenze del decennio appena iniziato.

Gli anni che vanno dal 2010 al 2019 sono stati ricchi di nuove tendenze, soprattutto in ambito alimentare. Quello che poteva sembrare strano, come il plancton, è diventato qualcosa di «normale» e lo stesso discorso vale per altri alimenti che si sono imposti come sostituti di ricette più tradizionali. Il decennio appena iniziato sembrerebbe caratterizzato da molti nuovi prodotti, forse complice l’avanzare della tecnologia e la voglia di scoprire nuovi ingredienti. Tra queste a farla da padrone saranno le farine funky, ossia quelle farine alternative e non tradizionali ricavate da vegetali e semi. Spesso annoverate tra le farine senza carboidrati o, meglio ancora, tra le farine senza glutine, potranno essere utilizzate in percentuale variabile, per la preparazione di prodotti dolciari, lievitati, pasta o, perché no, alternative vegetali alle proteine animali.

Farine funky: le farine alternative

Quali sono le farine funky?

Questo trend è in continua evoluzione pertanto è difficile stabilire, fin da ora, quali sono le farine funky che verranno commercializzate. Ma è possibile fare una piccola previsione: ci saranno sicuramente farine di cavolfiore, di banane e di cocco che saranno affiancate da altre più particolari come il tigernuts, dal sapore dolce e mandorlato.

Protagoniste di nuove ricette saranno soprattutto le farine di legumi. Oltre alla già ben nota farina di ceci, si potranno trovare sul mercato, tra le farine funky, anche quella di soia, di piselli, di fagioli, di fave e di lupini. Potranno essere utilizzate nella panificazione per ottenere cibi con un maggior apporto proteico. La percentuale, però, non potrà superare il 20-30% per non compromettere la lievitazione, ma darà comunque ottimi risultati.

Tra le farine funky, non mancheranno poi le farine alternative ricavate dai semi oleosi. Mandorle, noci, nocciole, arachidi, presenti da anni sul mercato, le cui applicazioni non si sono ancora fermate. Si potrà trovare anche farine funky ricavate da semi di sesamo, di chia, di canapa e zucca. Pensate che non siano niente di particolare? Allora ciò che fa per voi è la farina di vinaccioli, ottenuta dei semi dell’uva, o la farina di teff, perfetta per la preparazione di impasti senza glutine.

A confronto con questi nomi, le farine di riso, di miglio, amaranto e grano saraceno sembrano essere la normalità. Se però volete sperimentare nuove preparazioni con farine funky autoprodotte, potete ridurre in polvere gli alimenti che preferite e utilizzarli in percentuali crescenti nelle vostre ricette fino a trovare la combinazione perfetta.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.