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Eater a Roma: come gli USA vedono la cucina romana

Eater arriva a Roma e racconta come gli USA vedono la cucina romana, con una guida molto curiosa per capire come il palato straniero si scontra con i forti sapori della gastronomia capitolina.

Eater, il famoso portale statunitense di cucina, ha raccontato come gli USA vedono la cucina romana. A colpire di più non sono tanto i locali o i piatti raccontati, tutti classici della gastronomia capitolina, ma l’evoluzione del palato statunitense ai sapori italiani: se fiorentina e caprese, con i loro sapori delicati, sono state subito apprezzate dagli americani, cosa succederà con i forti profumi del pepe e del pecorino?

Eater a Roma come gli USA vedono la cucina romana

C’è l’Italian Food e c’è la Cucina Romana

Dopo aver stroncato la nuova pizzeria Sorbillo a New York per Eater è arrivato il momento di scoprire la capitale del Bel Paese, e questa volta giochiamo in casa: la cucina romana viene descritta quasi come se fosse una cosa a sé stante dalla gastronomia italiana, un particolare insieme di sapori definiti come molto più aggressivi rispetto alla norma. Umile e economica quando si conoscono i posti giusti, la cucina capitolina offre il pungente piccante del pepe nero, l’amaro delle erbette, il deciso salato del pecorino e il robusto sapore delle frattaglie.

Eater a Roma come gli USA vedono la cucina romana

Il famoso quinto quarto, piatti come la pajata o la carbonara, sono capisaldi di una cucina a cui sempre più statunitensi riescono ad avvicinarsi. Così si tenta di spiegare loro l’antica differenza tra osteria, trattoria e ristorante, oggi sempre più labile, o la complessa danza delle portate da ordinare. Non manca un’infarinatura sulla pizza romana, al taglio o rotonda, i piatti canonici come la coda alla vaccinara o l’abbacchio pasquale.

Eater a Roma come gli USA vedono la cucina romana

Coronano il tutto le paste romane, molto più simili a quelle napoletane per dimensioni, ricche di crema e panna. Del resto come dimenticare i maritozzi per esempio? Insomma, il palato degli americani si sta abituando ai complessi e decisi sapori della cucina più popolare dello stivale, che sia una nuova era del cibo «made in Italy» nel mondo?

REDAZIONE

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