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Earth day: come riusciremo a salvare il pianeta dalla plastica

L’Earth Day di quest’anno ha lo scopo di sensibilizzare sui problemi legati all’inquinamento da plastica. Ma quali sono i progetti e le strategie più interessanti di cui si parla ultimamente?

Domenica 22 Aprile si celebra l’Earth Day, una giornata dedicata alla sensibilizzazione sull’inquinamento da plastica. Sappiamo bene quando il problema sia esteso: ogni giorno si sente parlare di quanto sia difficile liberarsi dell’enorme quantità di plastica prodotta costantemente. Uno dei simboli di questa battaglia sono sicuramente le enormi «isole artificiali» che tornano ogni tanto alla ribalta delle cronache. Allo stesso tempo fortunatamente i progetti innovativi per liberarci una volta per tutte del problema sembrano essere sempre più numerosi.

Earth day come riusciremo a salvare il pianeta dalla plastica

Come ci libereremo della plastica

La battaglia contro la plastica sarà una sfida che ci seguirà per decenni, ma la posta in gioco è altissima: questa sostanza sta pian piano cominciando a entrare nella catena alimentare di cui anche noi facciamo parte, la si comincia a trovare addirittura nel sale ricavato dall’acqua marina. Si combatte su due fronti: la riduzione del suo utilizzo e dei relativi sprechi, da una parte, dall’altra nuove tecnologie per riciclarla.

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Così si fanno sempre più frequenti le realtà imprenditoriali che cercano di non impiegarla più, supermercati in primis, assieme a tasse per limitarne l’utilizzo, almeno in Europa. Si tentano anche strade innovative per produrla, partendo dai limoni per esempio, o la fantascientifica plastica dalla pipì, sperimentata sulla Stazione Spaziale Internazionale. In alternativa si può optare per le alghe, come la proposta un ragazzo islandese, e combinarla con particolari stampanti 3D.

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Ma quali sono i piani per quella attualmente in circolazione? Piani per recuperla esistono, The Ocean Cleanup Project è un esempio, ma si studiano anche nuovi metodi per riciclarla. L’ultimo salito alla ribalta delle cronache è sicuramente un nuovo enzima, in grado di mangiare la plastica. Ma gli fa buona compagnia anche un particolare bruco, in grado di fare la stessa. D’altra parte impiegare la plastica per altri progetti può essere un’ottima mossa: perché per esempio non trasformare la plastica nel calcestruzzo del futuro con i raggi gamma, oppure, come fanno in Ghana, usarla per costruire nuove strade.

Non si tratta di trovare tra queste idee migliori e seguire esclusivamente quello, quanto piuttosto formulare un piano ampio, sfaccettato e lungo termine, che spinga ciascuno di noi ad essere più responsabile verso l’ambiente che ci circonda. In fondo la terra è una sola, meglio essere lungimiranti.

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