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Dry Farm Wines: vino sostenibile con i vigneti senz’acqua

I Dry Farm Wines sono il nuovo confine vino sostenibile e naturale: niente irrigazione per i vigneti, che rimangono senza acqua a parte la pioggia.

Si chiamano Dry Farm Wines, un nuovo traguardo per il vino sostenibile, bottiglie prodotte da vitigni cresciuti senza irrigazione, con poca acqua se non quella fornita dalla pioggia. Si tratta di una tipologia di vini che sta prendendo piede soprattutto negli Stati Uniti, dove il vino naturale, quello biologico e anche biodinamico stanno avendo più successo.

Dry farm wines

Cosa sono i Dry Farm Wines

I Dry Farm Wines sono vini sostenibili, che possono utilizzare anche disciplinari legati al biologico, ma che non sono ancora protetti da una certificazione specifica. Vengono spesso paragonati ai vini naturali per l’approccio dei viticoltori, che cercano di intervenire il meno possibile sulle condizioni naturali di piante e ecosistema con le loro varie interazioni, compresa la somministrazione d’acqua.

Va detto che questo nuovo trend è strettamente legato al tipo di clima presente in determinati territori: i Dry Farm Wines sono un tipo di vino sostenibile che può essere prodotto sono in certe regioni dove le precipitazioni spontanee, quindi le piogge passeggere, possono essere sufficienti perché le viti sopravvivino.

Un altro aspetto molto importante per i Dry Farm Wines è quello dell’età di un vigneto: l’apparato radicale delle viti, soprattutto se abituato all’irrigazione artificiale, rimane molto superficiale e impiega molto tempo per raggiungere profondità che gli consentano di sopravvivere a periodi più o meno lunghi di siccità con poca acqua.


I vantaggi dei Dry Farm Wines

Ci sono due aspetti che hanno portato alcuni viticoltori ha scegliere l’approccio dei Dry Farm Wines, per produrre un vino sostenibile che fosse ancora più naturale: la sostenibilità intrinseca del sistema e la qualità dell’uva raccolta.

Per quanto riguarda la sostenibilità il vantaggio è abbastanza evidente: l’acqua dolce è una risorsa fondamentale per il futuro del nostro pianeta e l’agricoltura ne consuma un’enorme quantità. Non i Dry Farm Wines però, che rimangono molto rispettosi dell’oro blu e ne consumano molto meno delle controparti convenzionali.

Il secondo aspetto è la qualità dell’uva, che molti esperti spiegano con il fattore stress: più una pianta è sottoposta a stress – carenza di certe risorse o attacchi di insetti – più produrrà sostanze come i famosi antiossidanti, che la proteggono naturalmente e ne aumentano la bontà e qualità nutrizionale. Insomma, si aiuta l’ambiente, si consuma meno acqua e si producono vini migliori, ma bisogna essere fortunati con la posizione e il clima del proprio vigneto.

REDAZIONE
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