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In cucina meglio usare l’olio di cocco o l’olio d’oliva?

La scelta in cucina fra olio di cocco e olio d’oliva dipende da proprietà nutritive e grassi saturi, che possono influire sui rischi di malattie

In cucina quale olio è meglio usare? L’olio di cocco o l’olio d’oliva, di canola o di colza? Esistono molti tipi di oli e prendono il nome da noce, semi, frutti, piante o cereali da cui vengono estratti coi metodi della frantumazione, pressatura o lavorazione. Tutti gli oli sono caratterizzati da alto contenuto di grassi, compresi quelli saturi, e acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi.

Olio oliva cocco

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Grassi saturi e acidi grassi

La prima distinzione da fare in cucina non è fra olio di cocco o olio d’oliva, ma fra grassi saturi e acidi grassi. Un consumo eccessivo di grassi saturi aumenta il colesterolo nel sangue e il rischio di malattie cardiache. Occorre tenere presente però che tutte le molecole di grasso sono costituite da catene di acidi grassi, tenute insieme da legami singoli (saturi) o doppi legami (insaturi). Esistono tre tipi di acidi grassi: a catena corta, media e lunga. I primi due vengono assorbiti direttamente nel flusso sanguigno e utilizzati per produrre energia. Gli acidi grassi a catena lunga, invece, vengono trasportati al fegato aumentando così i livelli di colesterolo nel sangue.


L’olio di cocco da superfood a veleno puro

In cucina negli ultimi anni l’olio di cocco rispetto all’olio d’oliva e altri oli è stato considerato un superalimento di tendenza. Eppure contiene circa il 90% di grassi saturi, tanto da essere definito un “veleno puro”. La maggior parte degli studi effettuati hanno mostrato che l’olio di cocco aumenta il colesterolo dannoso (Ldl), responsabile di malattie cardiache e ictus. Sembrerebbe in grado aumentare anche il colesterolo benefico (Hdl), grazie a una quantità elevata di acido laurico. In realtà questo acido non è salutare. È classificato come acido grasso C12 (12 atomi di carbonio) e «circa il 70% di questi C12 viene trasportato al fegato». Anche questo tipo di acidi grassi può quindi nel tempo creare problemi di salute come la steatosi epatica non alcolica.

Meno grassi saturi e più oli vegetali

La scelta in cucina, quindi, prima che essere tra olio di cocco e olio d’oliva deve essere tra grassi saturi e grassi più sani. I grassi polinsaturi, inclusi gli omega 3 e 6, e i grassi monoinsaturi per esempio abbassano i livelli di colesterolo e forniscono acidi grassi essenziali e vitamine. Questi grassi “sani” si trovano in diversi tipi di oli vegetali, anche se la quantità dipende dalla pianta da cui sono estratti e dal processo tecnologico utilizzato per la produzione. Gli alimenti più ricchi di questi grassi sono gli oli vegetali, di noci e di semi.

Le proprietà dell’olio d’oliva

Sostituire in cucina i grassi saturi, come quelli contenuti nell’olio di cocco, nel burro o nella margarina, con l’olio d’oliva riduce il rischio di malattie cardiache dal 5 al 7%. Le persone con una dieta con un maggior apporto di olio d’oliva hanno un rischio inferiore del 15% rispetto alle altre di avere malattie cardiache e registrano benefici anche sul microbiota intestinale. L’aspetto fondamentale è sostituire grassi malsani con un olio, come l’olio d’oliva, che contiene acidi grassi monoinsaturi, vitamine, minerali e polifenoli (micronutrienti derivati dalle piante) senza eccedere nel consumo.

L’olio extravergine d’oliva

Tra gli oli da cucina, se l’olio di cocco sembra non essere un superfood, dei numerosi tipi di olio d’oliva l’extravergine è quello che ha maggiori benefici per la salute. Può essere utile nella prevenzione del cancro, di malattie cardiache e del diabete di tipo 2. Inoltre riduce lo stress ossidativo, causato da squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti nel corpo, proteggendo le cellule dal danno ossidativo che ne causa l’invecchiamento. È ricco di antiossidanti e vitamina E ed è il più efficace nella protezione dal colesterolo Ldl. Infine, mantiene la maggior parte delle sue proprietà anche durante la cottura.

Scegliere l’olio giusto in cucina è importante per la salute. Meglio un olio d’oliva, o extravergine, rispetto all’olio di cocco o altri oli ricchi di grassi saturi; senza eccedere in ogni caso nel consumo. La giusta quantità di olio d’oliva apporta elementi fondamentali nell’organismo e protegge da gravi rischi per il nostro benessere.

REDAZIONE
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