Che differenza c’è tra sedano e sedano rapa?
Sedano e sedano rapa sono due varietà distinte della stessa specie botanica e la differenza tra loro è evidente. Apprezzato per le sue proprietà medicinali già nell’antica Grecia, il sedano trova largo impiego in cucina, mentre il sedano rapa è ancora poco presente sulle tavole italiane. Al di là della storia le peculiarità coinvolgono anche gusto, consistenza, benefici e usi nelle ricette.

Sedano e sedano rapa sono la stessa pianta?
La differenza tra sedano e sedano rapa non è facile da comprendere perché entrambi fanno parte della stessa famiglia botanica, quella delle ombrellifere, a cui appartengono altre verdure ampiamente utilizzate in cucina per insaporire, come l’aneto, il cerfoglio, il prezzemolo, il coriandolo, l’anice e anche finocchi, carote e pastinaca. Le piante appartenenti a questa famiglia hanno la caratteristica di avere una crescita iniziale molto lenta.
Si suddividono in piante da foglia e piante da radice ed è già in questo aspetto si intravede una differenza tra sedano e sedano rapa. Siamo di fronte a due varietà di Apium graveolens ma:
- Del sedano, varietà Apium graveolens dulce, si consumano le coste. La forma è quella classica allungata e slanciata.
- Del sedano rapa, varietà Apium graveolens rapaceum, tozza e bitorzoluta, si consuma la grossa radice sferica.
Gusto, consistenza e cotture
La differenza tra sedano e sedano rapa non si ferma all’aspetto, ma coinvolge anche gusto e consistenza dei vegetali. Del sedano da coste ne esistono due tipologie: bianco e verde. La prima contiene meno clorofilla perché viene tenuta al riparo dalla luce. Risulta quindi meno amara e più adatta a essere consumato cruda in insalata o pinzimonio. Il sedano verde viene, invece, di preferenza aggiunto a zuppe e preparazioni più elaborate.
In entrambe le forme la verdura vanta, a crudo, un gusto fresco ed erbaceo, e rappresenta uno degli ingredienti del classico soffritto. Il sedano rapa ha invece una consistenza più morbida e farinosa, simile a quella di una patata. Crudo lo si usa tagliato sottilissimo per insaporire le insalate, mentre cotto è ottimo sia preparato in forno, talvolta servito come un arrosto veg, sia stufato. Il sapore è una sorta di mix tra sedano, pata e finocchio.
Sedano e sedano rapa: proprietà e benefici
La differenza tra sedano e sedano rapa risiede anche nelle proprietà delle due verdure. In antichità il sedano era considerato una pianta sacra per le sue numerose proprietà benefiche. Aiuta a combattere il colesterolo e a regolare la pressione sanguigna, è un potente antiossidante e ha proprietà depurative, diuretiche e antinfiammatorie. È ottimo come tonico per la pelle e ci aiuta a fare il pieno di vitamine e minerali.
Tra le prime a spiccare è la vitamina C pro sistema immunitario, mentre tra i secondi troviamo buone quantità di fosforo e calcio. Mangiato crudo può essere un sano spuntino spezza-fame. Il sedano rapa, che è ancora più ricco di minerali, appare altrettanto idratante e fa da ottimo detox. Apporta, però, ala nostra dieta più fibre e maggiori quantità di vitamina K.
Al di là della differenza tra sedano e sedano rapa entrambe le verdure rappresentano grandi risorse in cucina. Si ratta, infatti, di alimenti versatili e amici della linea. Concludiamo, poi, con una curiosità sul sedano. Nella cucina sana e naturale il sedano verde viene essiccato e poi tritato per ricavarne una polvere quasi impalpabile ma molto aromatizzata, che può essere utilizzata in sostituzione del sale.
FAQ
Il sedano rapa sa di sedano?
Il sedano rapa presenta un sapore simile a quello del sedano, ma si dimostra anche più dolciastro e aromatico.
Perché è un allergene pericoloso?
Il sedano è spesso presente nelle ricette sotto forma di soffritto e, dato che può fare da allergene nascosto, ristoratori e produttori hanno l’obbligo di indicarne la presenza in grassetto, mentre chi è ipersensibile ala verdura deve fare particolare attenzione.
Si può sostituire il sedano con il sedano rapa nel soffritto?
Sostituire il sedano con il sedano rapa nel soffritto non è vietato ma, a causa della differenza di consistenza e del sapore più intenso, farlo significa rischiare di sbilanciare il gusto dei nostri piatti.






