Tartarughe marine, il database del DNA che aiuta a proteggerle
Le tartarughe marine sono in pericolo e la raccolta di dati sul loro DNA è la nuova strategia su cui punta la scienza per la conservazione. Un paper pubblicato in Frontiers in Marine Science mostra, infatti, che ShellBank, un grande tool globale e ad accesso libero, in cui sono raccolte informazioni genetiche sui rettili, permette di tracciare la distribuzione delle specie e delle minacce alla loro sopravvivenza, così da individuare gli hotspot d’intervento.

Cos’è il database del DNA delle tartarughe marine?
ShellBank è una risorsa che raccoglie al suo interno un grande database di sequenze di DNA di varie specie di tartarughe marine. Il progetto è nato nel 2018 con una fase pilota ed è diventato effettivamente operativo nella seconda parte del 2022. Oggi al suo interno sono raccolte oltre 20.000 sequenze mitocondriali provenienti da rettili sparsi in 59 Paesi.
Il tool è stato creato allo scopo di contrastare il commercio illegale di parti delle tartarughe, ma rappresenta oggi una risorsa di conservazione ben più ampia. Gli scienziati estraggono il DNA sia dagli animali stessi, sia dalle uova, sia, per esempio, dai prodotti sequestrati. Ciò permette di tracciare i movimenti delle singole specie e di identificare quelle più a rischio.
Perché il DNA aiuta la conservazione delle tartarughe marine?
La costruzione di un database del DNA delle tartarughe marine aiuta la conservazione in diversi modi. Identificando dove si muovono le singole specie è stato, per esempio, possibile comprendere quanto profonde siano le interconnessioni all’interno degli oceani. Il tracciamento ha consentito, poi, d capire quali specie sono più minacciate da questioni come le catture accidentali o il commercio illegale e dove i pericoli sono più consistenti.
Nel 2022 sono stati trovati, per esempio, 59 oggetti realizzati in guscio di tartarughe marine nel Regno Unito. Confrontando i dati con quelli presenti nel database, è apparso chiaro che le catture illegali erano concentrate nell’area dei Caraibi. Avere abbastanza informazioni a disposizione significa, quindi, poter convogliare gli sforzi internazionali dove serve e poter mettere a punto strategie ad hoc.
Quali minacce colpiscono le tartarughe marine?
ShellBank mira a migliorare, tramite la raccolta di dati sul DNA, la situazione delle tartarughe marine che, a oggi, appare critica. Tutte le 7 specie conosciute risultano a rischio estinzione e questo perché le minacce alla loro sopravvivenza sono molteplici. I problemi comprendono:
- Inquinamento delle acque e massiccia presenza di rifiuti di plastica.
- Continua riduzione degli habitat e degli spazi di nidificazione a causa dell’espansione del range di azione dell’uomo. -
- Catture accidentali durante la pesca -
- Commercio illegale di oggetti costruiti con il guscio dei rettili o della loro carne.
- Disturbo antropico ai normali cicli vitali degli animali.
- Impatto del cambiamento climatico, che altera gli equilibri all’interno delle acque, influenza la deposizione delle uova e le possibilità di sopravvivenza della prole, oltre che il sesso dei singoli individui di quest’ultima.
La banca del DNA delle tartarughe marine permette di affrontare la corsa alla conservazione in modo innovativo. Appare, infatti, evidente, secondo gli scienziati, che è necessario un approccio multidisciplinare e coordinato. I piccoli rettili rappresentano anche una garanzia di equilibrio all’interno degli ecosistemi, dato che regolano distribuzione dei nutrienti e dinamiche delle reti trofiche. Ogni perdita rischia quindi di innescare un effetto domino.
FAQ
Dove si trovano le tartarughe marine?
Le tartarughe marine si trovano nelle acque tropicali e temperati di tutto il mondo.
Quali specie di tartarughe marine esistono?
Ci sono 7 specie conosciute di tartarughe marine: tartaruga marina comune, tartaruga verde, tartaruga liuto, tartaruga embricata, tartaruga di Kemp, tartaruga olivacea e tartaruga dal dorso piatto.
Le tartarughe marine sono a rischio estinzione?
Tutte le 7 specie di tartarughe marine sono a rischio estinzione, minacciate da inquinamento da plastica, cambiamento climatico, degrado degli habitat, catture accidentali e disturbo antropico.






