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Salvare il pianeta: il piano estremo degli scienziati

Per salvare il pianeta alcuni scienziati hanno proposto un piano estremo: restituirne metà alla natura. Ma riuscirci comporterà molti sacrifici.

Il piano per salvare il pianeta messo nero su bianco dal biologo E.O. Wilson è estremo: lasciare metà del mondo alla natura, in modo da proteggere moltissime specie animali e vegetali dall’estinzione. È nato anche un movimento, conosciuto come Half-Earth movement, che si occupa di conservazione dell’habitat e della salvaguardia della biodiversità, preoccupandosi del pianeta a lungo termine.

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Salvare il pianeta: il piano estremo degli scienziati

Metà del pianeta in mano alla natura

Secondo le previsioni redatte dal Half-Earth Project, restituire metà della superficie terrestre alla natura significa proteggere l’85% delle specie dall’estinzione, un ottimo inizio per salvare il pianeta. Ovviamente questo non può essere fatto tagliando la terra in due parti in maniera «netta», occorre individuare una serie di ecosistemi da proteggere per salvaguardare l’ambiente. Ed è proprio quello che hanno fatto gli scienziati, che sono riusciti a dividere la superficie del nostro mondo in 846 ecoregioni, definite da specifici habitat. Per raggiungere questo risultato i ricercatori hanno valutato dati da ogni angolo del globo, valutando l’impatto di spostare ogni essere umano da metà di quelle zone.

Il risultato secondo la scienza, come ci si può aspettare, è estremo: si calcola che un miliardo di persone sarebbero influenzate dal progetto Half-Earth, e queste sarebbero concentrate, in particolare, nei paesi in via di sviluppo. Secondo Chris Sandbrook, docente di geografia all’Università di Cambridge, il tipo di impatto che questo progetto per salvare il pianeta avrebbe dipende dalla rigidità dei limiti imposti: la raccolta controllata di certe risorse può avere conseguenze molto ridotte.

Gli esperti però hanno spiegato che il progetto Half-Earth per salvare il pianeta è in aperto conflitto con l’attività umana, e questo potrebbe creare non pochi problemi. Riuscire a trovare un punto di equilibrio tra la situazione di emergenza ambientale e cambiamento climatico in atto, con la proliferazione della razza umana, è estremamente difficile.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.