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Perché cucinare i cavolini di Bruxelles è diventato più facile

Perché cucinare i cavolini di Bruxelles è diventato più facile

Un tempo cucinare i cavolini di Bruxelles era meno facile. Grazie aduna storia straordinaria di scienza e di selezione i cavolini di oggi sono molto più appetitosi di una volta.

Cucinare i cavolini di Bruxelles oggi è più semplice di quanto fosse un tempo. Difficile da credere? Eppure i cavolini di oggi sono molto più appetitosi di una volta. Il cambio di sapore negli ultimi anni li ha resi protagonisti di una vera e propria rinascita culinaria. Ma come è possibile e cosa è cambiato per trasformarli da piatto odiatissimo a verdura prelibata?

Oggi è più facile cucinare i cavolini di Bruxelles

I cavolini di Bruxelles appartengono alla stessa famiglia dei broccoli e dei cavolfiori e condividono caratteristiche simili per la nutrizione. Insomma, fanno bene e per molti sarebbero addirittura un «superfood». Il loro problema? Non sono troppo appetitosi o, quantomeno, non lo erano. L’ortaggio sta infatti vivendo un vero e proprio «rinascimento» con la domanda in crescita in ogni parte del mondo. Cosa è cambiato?

La storia della rinascita ha le sue radici negli anni ’90 del secolo scorso in Olanda. Fino a quel momento cucinare i cavolini di Bruxelles e combinarli in piatti succosi non era semplice per via della loro amarezza. Proprio il sapore decisamente amaro ha sempre fatto storcere il naso anche agli amanti più incrollabili delle verdure. Da allora, la nomea di piatto poco piacevole è rimasta nell’immaginario collettivo. Eppure, uno scienziato olandese dell’epoca, Hans van Doorn, riuscì ad individuare quali composti chimici all’interno dei cavolini fossero responsabili del sapore amaro.

Cavolini non più amari come una volta

Grazie al lavoro di Van Doorn, negli ultimi decenni diverse aziende si sono date alla sperimentazione, andando a ripescare negli archivi vecchi semi di varietà «dimenticate» di cavolini di Bruxelles. Da qui è nato un lungo processo selezione artificiale, combinando le antiche varietà con bassi livelli di amarezza con varietà moderne ad alto rendimento. Un procedimento durato 30 anni con diverse centinaia di varietà possibili. Il risultato? Cavolini meno amari sulle nostre tavole.

La riduzione dell’amarezza rende quindi cucinare i cavolini di Bruxelles più semplice. Le nuove varietà hanno raccolto l’attenzione di chef e personalità del mondo della cucina soprattutto aldilà dell’Atlantico. La rinnovata attenzione ha spinto diversi ristoranti a sperimentare coi cavolini proponendoli, non senza difficoltà e resistenze del pubblico, in nuove ricette e combinazioni. Sarà abbastanza per vincere la vecchia fama di alimento poco appetitoso? A giudicare dall’aumento delle vendite del 22% negli ultimi 3 anni negli Stati Uniti, pare proprio di essere sulla buona (in tutti i sensi) strada.


REDAZIONE
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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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