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Il vino biologico francese preparato da soldati in pensione

C’è un vino biologico francese che viene prodotto da soldati francesi in pensione, membri del corpo d’elite della Legione Straniera che passano la loro vecchiaia tra i vigneti in Provenza.

Il vino biologico francese della cantina Domaine du Capitaine Danjou viene prodotto da ex soldati, andati in pensione per età o motivi di salute. Il motto a cui si ispira questa azienda, «non verrai mai abbandonato a te stesso, né in combattimento, né in vita», è quello della Legione Straniera, il corpo militare da cui arrivano i militari ormai in pensione.

vino biologico francese

Domaine du Capitaine Danjou, il vino biologico degli ex militari

Per chi passa la vita nel rigido mondo dell’esercito reinserisi, ad una certa età, nel mondo civile può essere molto difficile. Per di più, soprattutto per quanto riguarda i membri della Legione Straniera francese, succede spesso che non ci sia una famiglia o dei parenti ad aspettare gli ex soldati in pensione. Ma la fraternità tra gli appertenenti a questo corpo d’elite ha spinto i militari a trovare una soluzione alternativa, sposando il vino biologico francese con il tranquillo lavoro nelle vigne.

La tenuta Domaine du Capitaine Danjou può vantare 40 ettari di vigne in un contesto che sembra essere uscito da una cartolina per quanto è bello. La tenuta è stata comprata dalla Legione Straniera nel 17esimo secolo quando ancora non si produceva il pregiato vino biologico francese, ma si coltivava grano e vi organizzò l’Institution des Invalides de la Légion Étrangère che si occupava dei feriti in guerra. Il nome invece arriva dal capitano Danjou, un ufficiale molto rispettato che condivise con i suoi uomini una bottiglia di vino prima di morire.

Oggi nella tenuta lavorano 74 pensionati tra i 32 e i 99 anni, seguiti da volontari che si occupano di seguirli e aiutarli nei lavori più complessi. L’effetto che un’attività di questo tipo ha sui soldati è enorme e il morale è sempre alle stelle, non tanto per il lavoro in sé, che già aiuta, ma per un senso di appartenenza che si conserva nel tempo e si concretizza in un vino biologico francese molto apprezzato.

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