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Il biologico nel 2019: cosa dobbiamo aspettarci

Cosa dobbiamo aspettarci dal biologico nel 2019? Secondo gli esperti potrebbero esserci dei forti cambiamenti non solo nei prodotti ma nelle vere e proprie certificazioni.

Il settore del biologico nel 2019 potrebbe subire alcuni cambiamenti interessanti. Non stiamo parlando solo di qualche nuovo prodotto o un particolare trend alimentare, ma anche di una possibile rivoluzione nelle certificazioni che gravitano attorno al mondo del bio. Lo abbiamo sottolineato più di una volta: il biologico non è solo un’etichetta, e quando i consumatori hanno la sensazione che alcuni prodotti possano essere diventati un business cercano un nuovo tipo di garanzia. Ecco 5 previsioni per il 2019.

1. Un nuovo modo di fare biologico

fare biologico

È molto probabile che il biologico nel 2019 potrà contare su un panorama più vasto e variegato di certificazioni. Regenerative Organic Certification, Real Organic Project e biodinamica saranno sempre più diffuse, offrendo garanzie di qualità ancora superiori rispetto al biologico più tradizionale. Si tratta di un ottimo segnale, soprattutto da parte dei consumatori, sempre più in grado di influenzare con i loro acquisti la direzione di alcuni settori. E non ci si dimentichi del Certified Transitional, un’altra certificazione che potrebbe diffondersi anche fuori dagli USA.

2. Sempre più agricoltura rigenerativa

agricoltura rigenerativa

Senza allontanarci ancora troppo dal discorso delle certificazioni, il mondo dell’agricoltura rigenerativa offrirà sicuramente sempre più prodotti. L’idea di base è simile a quella del biologico, ma come nel caso dei disciplinari precedenti l’agricoltura rigenerativa alza ulteriormente l’asticella della qualità, non solo dei prodotti: l’impatto ambientale di questa tecnica produttiva è estremamente ridotto.

3. Olio di canapa biologico

olio canapa

L’olio di canapa biologico nel 2019 potrebbe essere uno dei prodotti di punta dell’offerta bio. Ancora poco conosciuto attualmente, quest’anno potrebbe essere il momento giusto per la sua diffusione, considerando che sono sempre di più gli sforzi per certificare il prodotto creando un disciplinare adeguato. Non stiamo parlando esclusivamente dell’olio ricavato dai semi, ma anche e forse soprattutto quello ricavato dalle infiorescenze di canapa medica, ad alto contenuto di CBD.

4. Soda a base di kefir

kefir soda
Foto di Nicole McConville

Le bevande fermentate stanno diventando un vero e proprio trend, partendo dal kombucha, il tè fermentato dall’oriente, passando per il kefir, una bevanda a base di latte dal tipico sapore acidulo. Oggi diversi produttori sono interessati a lanciare sul mercato alcune bibite biologiche preparate proprio con quest’ultima bevanda. Non sarà facile per il palato di noi occidentali abituarsi a questo particolare sapore ma gli esperti sono pronti a scommettere.

5. Meno latte vegetale

latte vegetale

Un trend in un certo senso negativo è sicuramente quello delle bevande vegetali. Se finora erano considerate un’ottima alternativa per vegani e vegetariani al latte di mucca, oggi i consumatori sono preoccupati per la possibile presenza di glifosato al loro interno. Questo ovviamente non vale per tutti i prodotti e andrebbe valutato su ciascuna bevanda, ma la produzione certificata biologicamente potrebbe essere la soluzione più rapida per tranquillizzare i consumatori.

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