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Franciacorta, le eccezionali ‘bollicine’ italiane

Lo spumante a cui questa terra è vocata non ha quasi bisogno di presentazioni, ma vi siete mai chiesti come viene prodotto?

Un territorio d’eccezione per un vino eccezionale

La Franciacorta è oggi soprattutto nota per la vocazione spumantistica: le colline fra il lago d’Iseo e Brescia, caratterizzate da una grande diversità pedologica, si sono rivelate habitat ideale per le stesse uve che hanno reso leggenda il nome della Champagne.

Lo spumante si ottiene attraverso cuvée, tecnica che comporta l’assemblaggio di diversi uvaggi, o la scelta di vinificazione di un solo vitigno,  fra tre varietà: lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Bianco. Da disciplinare lo spumante deve subire una maturazione di almeno 25 mesi dalla vendemmia, dei quali 18 di lenta rifermentazione in bottiglia, quest’ultimo passaggio è fondamentale affinché il Franciacorta assuma le sue peculiari note aromatiche e la tradizionale spuma. Molti di voi avranno già sentito parlare di ‘millesimato‘, questa particolare dicitura viene attribuita a quegli spumanti che riportano l’annata in etichetta, e che quindi nascono dalla vinificazione di uve provenienti unicamente dalla stessa annata; le restrizioni si fanno più ferree per questa particolare tipologia, aumentando il periodo di maturazione obbligatoria fino ai 37 mesi, 30 dei quali in bottiglia.

Territorio Franciacorta

La genesi delle ‘bollicine’

Lo spumante Franciacorta è uno dei vini più nobili del panorama enologico italiano: la sua storia si intreccia inevitabilmente a quella del ben più noto cugino d’Oltralpe Champange, mentre i dibattiti su chi sia stato il primo a scoprire la ‘presa di spuma’ sono ancora oggi molto accesi ed incerti. Ciò che tutti noi sappiamo è che l’invenzione della rifermentazione in bottiglia sarebbe da attribuire al monaco benedettino Dom Pierre Perignon, da cui prende il nome il celeberrimo marchio oggi commercializzato in tutto il mondo.

Esistono però testimonianze che datano la genesi di questo vino speciale ad un’epoca ben precedente alla nascita di Perignon, tra i testi che possiamo citare il Libellus de vino mordaci è sicuramente il più emblematico, scritto nel 1570 dal medico bresciano Gerolamo Conforti. Questo manoscritto è uno dei primi ad affrontare con un approccio scientifico l’argomento della rifermentazione in bottiglia e della preparazione dei vini spumanti, la stesura di questo testo risale a ben quarantaquattro anni prima della presunta data di nascita del monaco francese. Ecco quindi che un alone di mistero, denso di miti, di leggende e fonti fin troppo discordanti, nasconde le risposte sulle origini del metodo Champenoise o Classico, lasciando spazio ad interpretazioni che si perdono tra storia e fantasia.

Il vino a tavola

Il Franciacorta è tra i più eleganti vini da aperitivo italiani e raffinato accompagnatore da tutto pasto su menu dai sapori non invadenti: salumi e formaggi non erborinati, primi che non includano selvaggina e secondi di pesce o carne bianca.

Fonti: Italiaatavola – Franciacorta- Wikipedia

REDAZIONE

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