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Fiori in cucina, gli scienziati mettono in guardia

Utilizzare fiori in cucina nella preparazione di diversi piatti può essere rischioso. Alcuni contengono sostanze tossiche. Una ricerca danese mette in guardia.

Utilizzare fiori in cucina nella preparazione di piatti può risultare in certi casi rischioso per la salute. A mettere in guardia sull’utilizzo di fiori nella preparazione di alimenti è una ricerca dell’Istituto Nazionale sul Cibo dell’Università Tecnica della Danimarca. Secondo i ricercatori danesi c’è una forte carenza di dati scientifici sugli effetti del consumo alimentare di fiori. L’assenza di dati solleva forti preoccupazioni visto soprattuto il vero e proprio boom dell’utilizzo di fiori in cucina in tempi recenti.

Fiori in cucina carenza di dati scientifici

Fiori in cucina, carenza di dati scientifici

I ricercatori danesi hanno preso in considerazione 23 tra fiori e piante utilizzate abitualmente nella preparazione di piatti in diversi ristoranti della Danimarca. Secondo la letteratura, ben 13 di questi fiori contengono sostanze che si possono considerare dannose per la salute. La maggior parte delle tossine presenti nei fiori non comportano un rischio immediato ma, tuttavia, possono causare problemi a lungo termine. Alcune sostanze, ad esempio, possono causare problemi cardiovascolari o sono considerate cancerogene o ancora causare problemi al sistema nervoso o all’apparato riproduttivo.

Fiori in cucina gli scienziati mettono in guardia

Ad esempio: il millefoglie (achillea millefolium) contiene la neurotossina tujone che si trova anche nell’assenzio. Esistono inoltre evidenze di come il millefoglie ha effetti dannosi sui tessuti nelle cavie da laboratorio. Tra gli altri fiori utilizzati spesso in cucina la borragine e la viperina azzurra, ad esempio, contengono alcaloidi che possono causare danni ai reni e si sospetta possano essere cancerogeni. Esiste un vero e proprio «buco» di conoscenza sugli effetti a lungo termine di questi fiori e pochissimi studi scientifici sono stati effettuati in merito. Per questa ragione i ricercatori danesi non sono stati in grado di fornire un limite ideale per un consumo sicuro.

Pochi fiori nella tradizione alimentare Europea

Secondo la legislazione dell’Unione Europea tutte le piante e i fiori che non sono stati tradizionalmente utilizzati in cucina devono subire un processo di scrutinio e approvazione prima di poter essere vendute come alimento. Per la maggior parte dei fiori sotto esame nell’indagine dell’Università Tecnica Danese, i ricercatori hanno evidenziato come non esista evidenza nella letteratura della tradizione dell’utilizzo di molte di queste piante in cucina: in Danimarca o negli altri paesi dell’Unione.

Pochi fiori nella tradizione alimentare Europea

Mangiare fiori è quindi un rischio? Secondo i ricercatori danesi le singole dosi presenti in un piatto sono generalmente talmente basse da non costituire un rischio immediato. Le sostanze presenti un alcuni fiori possono tuttavia diventare problematiche se assunte in continuazione o in dosi elevate. Prima di gettarsi a capofitto in un bel piatto floreale meglio quindi informarsi in precedenza e, come sempre, non esagerare.

Fonte: Technical University of Denmark

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