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Fiori che si mangiano, quali sono?

Non sapevi che ci sono dei fiori che si mangiano, eppure lo fai da sempre. Scopriamo insieme quali sono

Se ti stupisci all’idea che ci sono dei fiori che si mangiano, vuol dire che non hai mai mangiato broccoli, cavolfiori o fiori di zucca. Questi ortaggi, infatti, sono delle infiorescenze di piante che comunemente troviamo sulle nostre tavole. Ma ci sono tanti altri fiori commestibili che non siamo abituati a considerare nella nostra alimentazione.

fiori che si mangiano
Foto: Silvia @Pixabay

I fiori in cucina

L’utilizzo dei fiori in cucina non è, quindi, una novità. Si utilizzavano già nell’antica Cina e anche i Romani li conoscevano. In epoca vittoriana, in Inghilterra, le rose erano utilizzate in molte ricette. Anche ai giorni nostri i fiori vengono comunemente utilizzati, per esempio, per preparare ottime tisane, come i fiori di malva o di sambuco. Spesso sono anche l’ingrediente di alcuni liquori, come quello preparato con i fiori di genzianella o quello ai fiori d’arancio. L’ideale sarebbe coltivare i propri fiori commestibili, per essere sicuri che non siano trattati chimicamente. Ovviamente non tutti possono dedicarsi personalmente alla coltivazione, ma in molti supermercati si trovano vaschette già pronte di fiori edibili.

Alcune avvertenze

Come in tutte le cose, la prudenza non è mai abbastanza. Quando ancora non si conoscono i fiori commestibili o se si soffre di allergie o intolleranze, è d’obbligo informarsi bene perché non tutti i fiori che troviamo si mangiano, anzi alcuni sono proprio velenosi. È questo il caso ad esempio dell’ortensia, che contiene piccole concentrazioni di cianuro e, se ingerita in grandi quantità, può essere pericolosa. Anche l’oleandro può causare effetti indesiderati come febbre e bradicardia se ingerito. Lo stesso vale per le azalee e il rododentro, che possono causare nausea, dolori addominali e difficoltà respiratorie.

Come scegliere i fiori che si mangiano

Quali sono, dunque, i fiori che si possono mangiare? Alcuni fiori che si mangiano hanno un sapore dolce, come la camomilla, il finocchio, che sa leggermente di liquirizia o il gelsomino, ideale per il tè ma anche per preparare biscotti e muffin. La rosa è molto utilizzata nella preparazione di dolci, marmellate e liquori. Ci sono poi i fiori dal sapore più pungente, come la calendula, il ravanello o la rucola. Altri fiori, come la cicoria e il dente di leone, hanno un sapore amaro. Infine, ci sono fiori adatti alle preparazioni salate, per esempio i fiori di zucca ottimi se consumati fritti o ripieni.

La ricetta del risotto alle violette

Ingredienti:

  • 240 g di riso
  • olio per soffriggere
  • 1 scalogno
  • 60 ml di vino bianco secco
  • 1 l di brodo vegetale
  • 100 ml di panna vegetale
  • Petali di violetta
  • Sale
  • Pepe

Preparazione:

Tagliamo lo scalogno finemente e saltiamolo nell’olio, poi uniamo il riso e lo tostiamo per un paio di minuti. Aggiungiamo il vino bianco e facciamo cuocere ancora 2 minuti. Aggiungiamo il brodo, un pizzico di sale o un goccio di salsa di soia per insaporire e lasciamo cuocere per 15 minuti circa, mescolando ogni tanto. Quando il riso sarà cotto, aggiungiamo la panna vegetale e i petali di violetta, tenendone da parte alcuni per la decorazione.

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Interprete e Traduttrice Laureata in Linguistica Inglese, da sempre mi interesso di tematiche ambientali e amo gli animali: da loro ho imparato il rispetto per la natura e per tutti gli esseri viventi.