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Elettrodomestici invenduti in Europa: uno spreco da 3,7 miliardi di euro

Elettrodomestici invenduti in Europa: uno spreco da 3,7 miliardi di euro

L’European Environmental Bureau porta l’attenzione sugli elettrodomestici invenduti che vengono distrutti anche se funzionanti.

Molti elettrodomestici invenduti o acquistati attraverso l’e-commerce e poi resi vengono distrutti. Questa pratica, non sostenibile da un punto di vista ambientale, porta con sé un continuo spreco di materia prima ed energia.

Elettrodomestici invenduti in Europa: uno spreco da 3,7 miliardi di euro
@envatoelements

L’analisi sugli elettrodomestici invenduti e distrutti

L’European Environmental Bureau ha pubblicato sul proprio canale di notizie Meta un’analisi sugli elettrodomestici e più in generale sui prodotti elettronici invenduti che sono stati distrutti. L’articolo “Trashy tech: Europe’s dirty secret of destroying unsold electronics” racconta di questa pratica poco sostenibile per l'ambiente.

Secondo l’analisi, nel 2022, solo in Europa sono state distrutte tonnellate di prodotti invenduti per un valore di circa 3,7 miliardi di euro. Inoltre, l’analisi presenta anche le ultime statistiche raccolte da Eurostat secondo cui, nel 2021, in Europa sono state registrate 4,9 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Secondo gli autori dell’analisi, molti di questi erano ancora funzionanti.

Cause della distruzione degli elettrodomestici invenduti

Gli autori dell’analisi pubblicata dall’European Environmental Bureau hanno identificato la causa principale che incentiva la pratica della distruzione degli elettrodomestici resi o invenduti: costa meno ed è più veloce; più costo, infatti, ispezionare il prodotto reso, reimballarlo e venderlo nuovamente.

Secondo gli autori, la pratica della distruzione degli elettrodomestici e in generale dei prodotti elettronici resi è incentivata dalla vendita online. L’attenzione è posta soprattutto sull’e-commerce poiché, solitamente, mira a ridurre i costi di vendita per mantenere prezzi competitivi. Inoltre, secondo gli autori, esistono ancora delle lacune normative che vietano la pratica della distruzione degli elettrodomestici invenduti online.

L’impatto ambientale della distruzione degli elettrodomestici invenduti

La situazione presentata dall’analisi dell’European Environmental Bureau è sconfortante, soprattutto per chi è attento alle pratiche sostenibili. Infatti, gli autori spiegano che molti elettrodomestici invenduti sono distrutti solo perché in eccesso o vecchi, o per imperfezioni estetiche o perché sono dei resi. Eppure, potrebbero essere perfettamente funzionanti.

Rimettere sugli scaffali gli elettrodomestici invenduti potrebbe evitare uno spreco di materie prime e di energia. Inoltre, si potrebbe contenere l’impronta ecologica e l’impatto ambientale richiesti per la produzione degli elettrodomestici. Secondo gli autori, distruggere questi beni materiali è un’occasione persa per il settore del riuso e delle riparazioni.

Una soluzione per salvare gli elettrodomestici invenduti

Una possibile soluzione per salvare gli elettrodomestici e in generale i prodotti elettronici invenduti potrebbe arrivare dalla normativa sull’ecodesign. Questo termine indica la progettazione sostenibile di un prodotto. L’Unione Europea ha trovato un accordo per evitare la distruzione dell’abbigliamento e delle calzature invendute. La speranza è che tale normativa possa essere estesa anche ad altre categorie, come gli elettrodomestici e in generale i prodotti elettronici invenduti.


Emmanuele Occhipinti
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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.
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