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Riparare elettrodomestici: un diritto tutelato dalla legge

Riparare elettrodomestici: un diritto tutelato dalla legge

Il diritto alla riparazione degli elettrodomestici è sancito dalla legge dal 2021, ecco cosa comporta.

Spesso, quando si verifica un guasto agli elettrodomestici, ci troviamo di fronte a spese di riparazione così elevate da convincerci a sostituire l'intero apparecchio invece di ripararlo. Questo ciclo di vita forzatamente "a breve scadenza" degli elettrodomestici, noto come obsolescenza programmata, è un meccanismo che caratterizza l'attuale economia di mercato. Tuttavia causa danni all'ambiente, tra cui l'aumento delle emissioni di CO2 dovute alla produzione e alla distribuzione di nuovi dispositivi.

 

Riparare elettrodomestici: diritto tutelato da legge
@envatoelements

Per affrontare questa problematica, gli Stati membri dell'Unione Europea hanno attuato una revisione alla Ecodesign Directive, una legge del 2009 che stabilisce gli standard di sostenibilità ed efficienza dei prodotti industriali venduti nell'Unione. L'obiettivo è quello di obbligare i produttori a realizzare beni più solidi, durevoli e facilmente riparabili. 

Il diritto alla riparabilità come soluzione sostenibile 

Il diritto alla riparabilità sta guadagnando sempre più importanza come strumento per combattere l'obsolescenza programmata e promuovere uno stile di vita più sostenibile. Il consumatore dovrebbe avere accesso garantito ai pezzi di ricambio per i motori elettrici, le sorgenti luminose, i sistemi refrigeranti, i server e le unità di archiviazione dati e i display elettronici. 

I produttori dall’altro lato sono tenuti a fornire agli specialisti uno stock di ricambi per almeno dieci anni, allo scopo di prolungare il ciclo di vita ed evitarne la sostituzione prematura. Il diritto alla riparazione dovrebbe poi includere la possibilità di aggiornare componenti hardware e software dei prodotti, al fine di prolungarne ulteriormente la vita utile. 

Impatto ambientale e prospettive future 

Il diritto alla riparabilità non è solo una questione economica, ma è strettamente collegato all'impatto ambientale derivante dai rifiuti elettronici. Attualmente, quando un prodotto risulta difettoso, il consumatore ha il diritto di richiedere la riparazione, la sostituzione o il rimborso entro due anni dall'acquisto. Tuttavia, ci sono ancora miglioramenti da apportare. Le nuove norme si applicano solo a specifici tipi di elettrodomestici e schermi, come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e televisori. È necessario estendere il diritto alla riparabilità ad altre categorie di dispositivi più soggetti all'obsolescenza programmata, come gli smartphone e i computer portatili.

Inoltre, per rendere realmente efficace il diritto alla riparabilità, è importante standardizzare alcuni componenti e limitarne la variabilità, semplificando così il lavoro dei riparatori che spesso hanno bisogno di strumenti diversi solo per smontare gli apparecchi e accedere alle parti da sostituire. Un approccio di design sostenibile dovrebbe essere applicato a tutti i prodotti immessi sul mercato, non solo ai rifiuti elettronici, affinché si possa costruire un futuro in cui la riparabilità e l'economia circolare siano al centro della nostra società.


Beatrice Piselli
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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.
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