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Ecco 4 consigli per fare i fighi con lo Champagne

Protagonista indiscusso dei momenti da festeggiare, spesso ci si dimentica che è uno dei pochi vini «da tutto pasto». Per assaggiarlo al meglio però è bene seguire qualche accorgimento.


Lo Champagne, assieme al prosecco, è uno di quei vini che, a scanso di portate estremamente saporite o cotte con altri alcolici, può accompagnare un intero pasto. Eppure è molto più rinomato nella sua versione «da festa», accompagnato dal classico brindisi delle grandi occasioni. Ecco allora qualche trucco per gustarlo al meglio e far vedere il raffinato sorbitore di Champagne che è in voi.

Ecco 4 consigli per fare i fighi con lo Champagne

Conservazione e temperatura di servizio

Un passo per volta: una buona bottiglia di Champagne merita di essere conservata nel migliore dei modi, e questo implica luoghi asciutti, a temperatura ambiente, privi di luce o correnti d’aria. Se sentite gli esperti metterlo in congelatore risulta essere una sorta di bestemmia, molto meglio lo scenografico secchiello con del ghiaccio tritato: se pensavate che il freddo fosse sempre freddo, ebbene vi sbagliavate! In ogni caso attenti, la temperatura non deve scendere sotto i 6-8 gradi. Altro accorgimento: fate in modo che la bottiglia sia orizzontale, così da raffreddare omogeneamente il pregiato nettare.

Come si apre una bottiglia di Champagne

Lasciando perdere all’istante l’arte del sabrage, visto che non tutti hanno una sciabola a portata di mano o semplicemente non sono propensi a provare le loro doti di scherma su di una bottiglia pregiata, meglio rimanere sulle basi: esiste il bon ton anche per l’apertura dello Champagne e il primo errore da evitare è proprio il botto. Meno rumore farete meglio sarà. State attenti a mostrare l’etichetta ai vostri commensali, mantenete il pollice saldamente sul tappo e aprite la gabbietta o muselet. Fate ruotare a questo punto il tappo per assicurarvi che la permanenza in cantina non abbia fatto effetto colla e, tenendo la bottiglia tra i 30 e i 45 gradi – di inclinazione, non temperatura – iniziate a stappare. Se non avete a portata di mano un goniometro tranquilli, basterà stare attenti a non far uscire la spuma.

Come si apre una bottiglia di Champagne

Il servizio e bicchiere

Per gustare la bottiglia giusta ci vuole il bicchiere giusto: meglio optare per qualcosa di forma ovoidale come il classico flûte, in alternativa potreste procurarvi delle coppe, l’importante è che non siano troppo larghe. Questo perché su bicchieri troppo ampi si rischia di perdere l’aroma e il perlage del vino, di fatto dissacrando tutta la fatica fatta per arrivare fin qui. Una bottiglia di taglia classica è sufficiente a riempire 6 bicchieri, non di più: a nessuno piace chi è avaro con lo Champagne. Versatelo in due tempi, un quarto di bicchiere per assicurarsi della qualità e temperatura, un quarto per la degustazione, tenendolo sempre inclinato per evitare eccessi di schiuma, un po’ come fareste con la birra.

Abbinamenti: liberi tutti

Abbinamenti: liberi tutti

Facciamo finta per un momento che stiate stappando una bottiglia di Champagne a tavola e non per festeggiare quella promozione che non arrivava mai. Con cosa la abbinate? Ebbene, come dicevamo all’inizio, questo vino si accompagna perfettamente all’aperitivo, ma anche a carni o ad altre pietanze esclusive. Avete davanti a voi il non plus ultra degli hamburger gourmet, perché non accompagnarlo con un calice raffinato? Non per questo dovrete rinunciare al classico dei classici, ostriche e Champagne, per sentirvi anche voi, almeno una volta, gran signori.

Fonti: lacucinaitaliana.it – oggi.it – fibsardegna.com – cntraveler.com – luxury-insider.com

TOPIC champagne
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.