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Vino biologico: le aziende che proteggono le vigne con serpenti e armadilli

Sono sempre più numerosi i produttori di alta fascia che scelgono gli animali per tenere i campi liberi da erbe, insetti e roditori dannosi

Sempre più aziende vitivinicole biologiche e biodinamiche scelgono gli animali per mantenere sane le proprie vigne. Abbandonati i prodotti chimici per allontanare parassiti ed erbe infestanti dalle piante, molte realtà di alta fascia stanno introducendo specie di vario genere nei terreni coltivati. Non solo quelle domestiche tipiche delle fattorie, ma anche di armadilli e serpenti.

Vino biologico animali

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La vigna trasformata in uno zoo

Un esempio di queste aziende è la Tablas Creek di Paso Robles in California. I suoi campi sono diventati quasi uno zoo tanti sono gli aiutanti a quattro zampe o con le ali che aiutano a mantenere in ordine le vigne. Nell’elenco degli operai troviamo 200 pecore razza Dorper, quelle con la testa nera, che si occupano di ruminare l’erba cresciuta tra le piante, e cani razza Mastiff spagnolo di quasi 100 chili addetti alla sorveglianza contro coyote e puma.

Tra gli assistenti più interessanti troviamo un paio di gufi. L’uccello notturno è particolarmente bravo a proteggere le radici delle viti da un esemplare di roditore nordamericano che è solito a divorarle. Ogni anno riescono a eliminarle più di 500. Infine, tra le piante sono lasciate in libertà anche numerose galline, ghiotte degli insetti infestanti.

Serpenti, armadilli e anatre corritrici

Altre realtà del settore vinicolo biologico e biodinamico utilizzano animali ancora più curiosi come sostituti di erbicidi e pesticidi. Ad esempio Bodega Chacra, un produttore di pinot nero della Patagonia (Argentina) ha scelto gli armadilli come guardie: grazie alla loro lingua lunga e appiccicosa, divorano facilmente le formiche presenti nei campi evitando ai coltivatori di utilizzare appositi veleni. In Francia, invece, l’azienda Château Coutet di St. Emilion sta sperimentando l’assistenza di tre specie di serpenti non velenosi. Anche in questo caso, lo scopo è tenere alla larga dalle vigne i roditori che rosicchiano le radici e rendono più secco il suolo delle piante scavando tunnel sotterranei.

Un ultimo curioso caso è quello di Vergenoegd Low, in Sud Africa, dove ogni mattina alle 10:30 in punto una squadra di anatre corritrici indiane viene liberata nei campi. Grazie alla loro particolare posizione eretta e al collo lungo riescono a mangiare le specie invasive, come le lumache, che si nutrono dei germogli delle viti. La marcia degli uccelli è diventata addirittura un’attrazione per i turisti. Non tutti gli esperimenti di questo genere vanno a buon fine, come accaduto ad un’azienda in Nuova Zelanda: i porcellini giganti liberati per mangiare le erbacce sono diventanti le prede preferite dei falchi.

Meno pesticidi e meno inquinamento

Grazie a questa strategia, produttori come Tablas Creek hanno invece ottenuto importanti certificazioni come la Regenerative Organic Certified, un nuovo standard internazionale per l’agricoltura che combatte il cambiamento climatico. “Si tratta di creare un ecosistema – ha spiegato uno dei soci dell’azienda californiana – La pecora rimpiazza i trattori e riducono l’emissione di gas serra, ci consentono di risparmiare i soldi per il carburante e ci aiuta ad avere terreni sani producendo letame ricco di microrganismi”.

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