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Uova di Pasqua sostenibili: i risultati di una nuova indagine

Trovare uova di Pasqua sostenibili potrebbe aumentare il gusto di questo particolare periodo. A tracciare un bilancio ci ha pensato un recente report.

Per molti il cioccolato rappresenta un alimento imprescindibile. Coniugare piacere alimentare e rispetto per l’ambiente in uova di Pasqua sostenibili non è, però, semplice. Un report ha cercato di ovviare a questo inconveniente analizzando la situazione di diverse realtà produttrici. I risultati mostrano un quadro complicato in rapida evoluzione. Le azioni necessarie sono ancora molte, ma le premesse lasciano speranza.

Uova di Pasqua sostenibili

Il report:

Acquistare uova di Pasqua sostenibili è difficile. Ad aiutare i consumatori ci ha però pensato un report redatto da 5 ONG, fra cui Inkota e Mighty Earth. All’indagine sono state sottoposte 31 società produttrici di cioccolato a livello mondiale. L’obiettivo era redigere una “classifica”, distinguendo tra greenwashing e concreto impegno, così da comprendere quali realtà coniughino rispetto per l’ambiente ed etica. Sono state valutate: trasparenza, rispetto dei diritti umani e lavoro minorile, sostenibilità, deforestazione e sistemi agroforestali. Per ogni variabile le ONG hanno assegnato un uovo verde al migliore e uno rosso al peggiore, potendo così stilare un bilancio complessivo.


I risultati:

Il quadro riguardante le uova di Pasqua sostenibili risulta complesso. Le società giapponesi Itochu, Meiji e Morinaga si sono rivelate le peggiori, con l’acquisto di cacao dall’Africa occidentale, ampiamente sottoposta a deforestazione. Hanno mostrato falle anche sul rispetto dei diritti umani e sull’impegno nel taglio alle emissioni. Alter Eco, Tony’s Chocolonely, Chocolats Halba/Sunray e J.H. Whittaker & Sons, compagnie di medie dimensioni, sono state le migliori. Nessuna ha ottenuto risultati eccellenti in ogni campo, ma hanno compiuto un importante sforzo di trasparenzaColossi come Starbucks e Valrhona hanno, invece, rifiutato di sottoporsi all’indagine, sollevando consistenti dubbi sulle loro linee. Mars e Nestlé stazionano a metà classifica, con politiche definite “in miglioramento”.

Azioni:

Perché le uova di Pasqua sostenibili diventino la norma la strada è ancora lunga. Johannes Schorling di Inkota ha affermato che la volontarietà non è stata sufficiente, e che occorrono leggi chiare. A essere fondamentali sono, poi, le politiche agroforestali per la difesa della biodiversità. Sono più rispettose del clima, ma la loro adozione si sta rivelando lenta e disomogenea. Un ruolo determinante spetta, poi, ai consumatoriGrazie alla classifica, infatti, ha sottolineato Etelle Higonnet, da National Wildlife Federation, possono acquistare consapevolmente. Il loro potere di dirigere il mercato è enorme e nemmeno le grandi società ne sono immuni.

Destreggiarsi in una realtà complessa come quella del cioccolato non è certo semplice. Tale filiera è causa di danni ambientali enormi, nonché dello sfruttamento di 1.6 milioni di bambini. È chiaro che in questo contesto l’acquisto di uova di Pasqua sostenibili non può essere superfluo. Togliere l’amaro dell’indifferenza, forse, è la chiave per addolcire anche il più fondente dei cioccolati.

REDAZIONE
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