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Timberland: entro il 2030 tutti i prodotti saranno “net positive”

Il marchio americano punta a creare scarpe, vestiti e accessori che restituiscano all'ambiente più di quello che gli sottraggano per la loro produzione

Tutti i prodotti Timberland saranno “net positive” entro il 2030. Il marchio famoso per le sue scarpe da trekking e per l’abbigliamento casual ha fissato nuovi, importanti traguardi in materia di sostenibilità per i prossimi anni. L’intera gamma di calzature, vestiti e accessori sarà realizzata in modo che siano in grado di avere un impatto positivo sull’ambiente.

Timberland net positive

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Gli ambiziosi obbiettivi sostenibili di Timberland

Cosa significa? In altre parole, ogni oggetto con il logo del brand americano restituirà alla natura più di quello che le “ruberà” per la sua creazione. In termini più concreti, questo si tradurrà in un piano per ideare e disegnare prodotti che siano 100 percento circolari e che attingano totalmente a fonti di materie prime che sposano esclusivamente l’approccio dell’agricoltura rigenerativa.

Una strategia che da un lato consentirà di minimizzare la generazione di rifiuti grazie alla creazione di circuiti chiusi per i materiali, dall’altro di adottare pratiche agricole che seguano i tempi dalla natura. Ad esempio, lasciando pascolare all’aperto il bestiame, permettendo ai terreni coltivati di riposare per ritrovare la fertilità e puntando su un’ampia varietà di coltivazioni per avere la stessa biodiversità offerta dalla natura selvatica.

I dettagli della strategia

Il nuovo programma di sostenibilità di Timberland coinvolgerà le quattro categorie più grandi per volume di materiale impiegato. I progetti di agricoltura rigenerativi verranno avviati negli Stati Uniti e in Australia per gli allevamenti, in India e ad Haiti per il cotone, in Thailandia per la gomma e infine in Brasile per quanto riguarda la canna da zucchero. Il piano per la circolarità, invece, si concentrerà sull’utilizzo di cuoio,cotone, gomma e poliestere riciclati, ma promuoverà anche un nuovo approccio di progettazione: il prodotto dovrà essere immaginato già pensando al suo disassemblaggio in maniera da facilitare il riciclo e la reimmissione del materiale recuperato nel processo produttivo. Tutti i progetti, riporta l’azienda, sono ora al loro stadio iniziale. Il percorso prevede la sperimentazione su piccola scala per studiare le mosse migliore e poi procedere all’espansione.

“Andare oltre la neutralità ambientale”

Questi nuovi obbiettivi aggiornano la strategia con orizzonte 2030 che Timberland aveva già adottato prima della pandemia. “Abbiamo l’opportunità e la responsabilità di andare oltre la neutralità climatica e lavorare per migliorare e rigenerare gli ambienti da quali ricaviamo le materie prime – ha detto a Environmental Leader Zack Angelini, responsabile per la tutela ambientale di Timberaland –. L’idea è che niente dovrebbe essere creato a meno che non renda il mondo migliore in maniera certificabile. Siamo motivati per lasciare la Terra più viva, rigogliosa e resiliente di quello che è oggi”.

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