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Il complicato mondo del riciclo dei vestiti

Il complicato mondo del riciclo dei vestiti

Utilizziamo solo il 12% del nostro guardaroba e ogni secondo un intero camion di tessuti finisce nelle discariche di tutto il mondo con ripercussioni sull’ambiente.

Il problema del riciclo degli indumenti nasce a causa della diminuzione del costo medio degli indumenti a favore di un incremento della quantità di vestiti venduti. Questa tendenza da decenni sta creando un surplus di indumenti che spesso vengono smaltiti nei rifiuti creando un problema non indifferente per l’ambiente.

riciclo abbigliamento

Il problema del riciclo degli indumenti è diventato negli ultimi anni un tema molto discusso. Secondo una ricerca dell’Università di Manchester in media il 12% dei vestiti negli armadi sono inutilizzati da anni e ogni anno, a livello mondiale, 92 milioni di tonnellate di tessuti vengano gettati nelle discariche e il trend è in tale crescita che nel 2030 le tonnellate saranno ben 134 milioni.

Queste tonnellate di indumenti sono spesso costituite da materiali non riciclabili oppure prodotti con sostanze, come il petrolio, provenienti da risorse non rinnovabili.

Questo fatto crea una problematica non marginale che negli scorsi anni non era stata prevista come reale minaccia ma che adesso è considerata una grave problematica da risolvere al più presto.

Il cambiamento continuo della moda ha infatti ridotto di molto il tempo di utilizzo dei vestiti, tanto che alcuni indumenti possono durare addirittura solamente due anni prima di essere buttati.

Il problema del riciclo e dell’utilizzo di materiali di produzione sostenibili è quindi un tema caldo che anche alcune case di moda famose stanno affrontando con serietà e impegno. La tecnologie di riciclaggio oggi sono utilizzate molto poco e si suddividono in tecniche di riciclaggio meccanico o chimico.

Con le tecniche di riciclo meccanico delle fibre, i tessuti vengono sminuzzati per creare fibre di lunghezza inferiore in grado di creare poi tessuti di qualità e resistenza diversi più adatti ad applicazioni come quelle dei materiali isolanti utilizzati soprattutto nell’edilizia.

Per quanto riguarda il riciclaggio delle fibre chimiche per tessuti è un processo noto soprattutto per tessuti ricchi di poliestere e nylon anche se il processo che utilizza sostanze chimiche non è certamente amico dell’ambiente e non è economico.

Alcuni studi condotti dai ricercatori della City University di Hong Kong hanno sviluppato delle soluzioni che sono in grado di scomporre i materiali costituiti da miscele di cotone e poliestere attraverso l’utilizzo di funghi in grado di scomporre le fibre di cotone lasciando solo le fibre di poliestere.

In parallelo, i produttori di abbigliamento assieme ai ricercatori di tutto il mondo stanno già lavorando a soluzioni utili a creare materiali completamente sostenibili e riciclabili. Alcune ricerche stanno inoltre cercando di ottenere fibre tessili dal latte, piuttosto che da alghe, aghi di ginepro o scorze di melograno.

La sfida del riciclo dei tessuti include quindi non solo la parte finale del loro smaltimento ma anche la parte iniziale della filiera. I produttori di abbigliamento sempre di più devono pensare a soluzioni e materiali che siano innovativi dal punto di vista del loro impatto ambientale e della loro capacità di riciclo e smaltimento.


REDAZIONE
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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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