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Moda, le 3 azioni essenziali per rispettare gli obbiettivi sul clima

Uno studio di McKinsey individua le aree in cui il settore deve diventare più sostenibile per contribuire a contenere l'aumento della temperatura globale

Il settore della moda deve agire in maniera drastica per centrare i suoi obbiettivi nella lotta ai cambiamenti climatici. L’urgenza di un cambiamento ecofriendly dell’industria fashion non è una novità, ma ora ad affermarlo è un nuovo report pubblicato dalla società di consulenza strategica McKinsey & Company. Il bilancio non è ottimistico: se il comparto dell’abbigliamento continuerà con l’attuale modello di business, non rispetterà i suoi impegni per limitare l’aumento della temperatura globale sotto gli 1,5 C° entro il 2030.

Azioni moda sostenibilita

L’inquinamento dell’industria fashion

L’obbiettivo primario per il mondo della moda deve essere l’abbattimento delle emissioni rilasciate in atmosfera dalla sua filiera. Secondo il report “Fashion on Climate: How the Fashion Industry Can Urgently Act to Reduce Its Greenhouse Gas Emissions”, a cui McKinsey ha lavorato con Global Fashion Agenda, nel 2018 questa industria ha prodotto circa 2,1 miliardi di tonnellate di gas serra , vale a dire il 4 percento del emissioni a livello globale. Se gli sforzi per la decarbonizzazione non verranno rafforzati, sostiene l’analisi, il settore mancherà l’obbiettivo di limitare il surriscaldamento mondiale entro il 2030 del 50 percento.


Le tre azioni per il settore

Per evitare questo scenario negativo, la società di consulenza ha indicato tre azioni che il comparto dell’abbigliamento dovrebbe attuare in modo deciso per diventare più sostenibile:

  • Ridurre le emissioni delle attività a monte della filiera, ovvero la produzione di fibre tessili e dei tessuti, fasi quasi sempre affidate ad aziende terze; solo accelerando la decarbonizzazione di questi primi anelli della catena, si potrebbe abbattere del 61 percento le emissioni;
  • Ridurre le emissioni delle attività direttamente gestite dai marchi, operazione che dovrebbe includere il cambiamento dei materiali per i vestiti, un trasporto merci più sostenibile, il miglioramento del packaging, la riduzione delle emissioni dei punti vendita, il taglio dei resi e lo stop alla sovrapproduzione;
  • Incoraggiare i consumatori a fare scelte sostenibili, lavorando su modelli di business circolari che promuovano il noleggio dei vestiti, la rivendita e la riparazione, invitando a moderare l’uso di lavatrici e asciugatrici, e incentivando la raccolta e il riciclo dei vestiti; un’azione decisa in questo senso potrebbe tagliare 347 milioni di tonnellate di gas serra.

Quanto costa il cambiamento?

I costi da sostenere per cambiare il modello di business sono spesso citati dalle aziende come il principale freno a un vero cambiamento della moda. Il report di McKinsey, tuttavia, sottolinea che molte delle azioni richieste per contrastare i cambiamenti climatici sarebbero attuabili con una spesa moderata e sarebbero destinate a portare vantaggi a lungo termine.Circa il 90 percento dell’abbattimento accelerato delle emissioni può essere conseguito con un costo di 50 dollari per tonnellata di gas serra – scrive la società – Circa il 55 percento delle azioni richieste porterà a un risparmio sui costi a livello industriale”.

REDAZIONE
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