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Tassa sulle bibite entra in vigore anche in Irlanda

Una tassa sulle bibite zuccherate è entrata in vigore nell’ordinamento irlandese lo scorso 1 Maggio. L’Irlanda segue a ruota l’esempio dell’Inghilterra in cui la tassa è entrata in vigore lo scorso 6 Aprile. Prezzi più alti dal 20% al 30%.

La tassa sulle bibite zuccherate è realtà anche in Irlanda. Il parlamento irlandese ha approvato lo scorso 1 Maggio la legge che introduce un rincaro dei prezzi alla vendita di bibite con dosi elevate di zucchero. La legge segue a ruota quella simile varata solo un mese prima dal parlamento inglese che ha imposto la tassa su tutto il territorio del Regno Unito.

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Rincari fino al 30%

Al vostro prossimo viaggio in Irlanda vi converrà di più bere una birra piuttosto che una bibita; soprattutto se si tratta di una bibita con elevate quantità di zucchero. Il parlamento irlandese ha infatti approvato la legge che impone una tassa fino al 30% sulla vendita di bibite zuccherate. Solo poche settimane prima anche il parlamento britannico aveva istituito un simile provvedimento in tutto il Regno Unito. Il provvedimento doveva venire emanato in contemporanea ma è stato ritardato in Irlanda per verificare che non infrangesse alcun regolamento dell’Unione Europea.

Secondo la legge le bibite vengono suddivise in due gruppi in base al loro contenuto zuccherino. Le bibite che contengono tra i 5g e i 7.9g di zucchero per litro hanno visto un incremento del prezzo del 20%. Le bibite con contenuto di 8g e oltre per litro hanno ricevuto un incremento del 30%. Le aliquote rispecchiano quelle varate ad Aprile in Inghilterra.

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Obiettivo dichiarato la lotta all’obesità

Scopo dichiarato del provvedimento è la lotta all’obesità e la tutela della salute dei cittadini e dei consumatori. Un bambino su quattro in Irlanda è considerato obeso. La convinzione è che un aumento del prezzo scoraggi da un lato i consumatori indirizzandoli verso scelte più salutari e, dall’altro lato, incentivi i produttori alla realizzazione di bibite meno zuccherate.

Secondo le stime la tassa dovrebbe fruttare all’Irlanda qualcosa come 40 milioni di euro all’anno. La cifra è tuttavia destinata a scendere man mano che le imprese adegueranno la loro offerta di bibite per evitare di incorrere nel sovrapprezzo. Per l’Irish Beverage Council, organo che rappresenta le aziende del settore in Irlanda, circa un quarto delle bibite attualmente vendute sull’isola saranno soggette a tassazione.

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Dove è in vigore la tassa sulle bibite?

In Italia la proposta di tasse sulle bibite è arrivata fino in Parlamento ma mai divenuta legge. Oltre a Irlanda e Regno Unito, la tassa nel mondo è in vigore in diverse forme anche in Sud Africa, Emirati Arabi, Filippine, Norvegia, Messico, Francia, Ungheria e in alcune località degli Stati Uniti. Anche diverse isole-nazioni come Fiji, Samoa e Mauritius hanno tasse sulle bibite. Prevedimenti simili invece sono stati introdotti e poi aboliti in Danimarca.

L’efficacia della tassazione dei cibi nocivi è tutt’ora fonte di dibattito. I suoi detrattori tendono ad evidenziare come, nei paesi in cui è stata introdotta, non è riuscita efficacemente a contrastare il fenomeno dell’obesità. I risultati tuttavia sono contrastanti e i sostenitori del provvedimento possono portare esempi di come i consumi dei prodotti tassati siano spesso diminuiti a fronte dell’aumento del prezzo.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.