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Lo zucchero nelle bibite causa obesità?

A volte la scienza ha il dovere di mettere in discussione se stessa, soprattutto quando non si è certi dell'obbiettività di uno studio, ancora di più quando di mezzo c'è la salute di milioni di persone.

Per chi è abituato a immaginare il regno della ricerca scientifica scevro dalle dinamiche scorrete che dominano il commercio globale sarà un colpo, ma ogni tanto capita che qualche ricercatore si lasci influenzare da chi ha la mano al portafoglio. Ma chi può smascherare questi malfattori? Molto semplice in realtà: altri scienziati.

Zucchero sotto accusa

Verso la fine del 2016 viene pubblicato uno studio da parte di alcuni ricercatori il cui scopo era “comprehensively surveyed the literature to determine whether experimental studies that found no association between SSBs and obesity- and diabetes-related outcomes (negative studies) are more likely than positive studies to have received financial support from this industry.” In altre parole, l’obiettivo dei ricercatori era capire se fosse vera la correlazione che vedeva gli studi negare il nesso zucchero/obesità come maggiormente finanziati dai produttori di bibite.

Ma la storia riportata dal Time è ancora più complessa e fa riferimento ad una causa mossa da queste industrie verso la città di San Francisco, rea di aver chiesto che sulle etichette delle bibite venissero riportati i possibili effetti negativi delle bevande accusate. Proprio questa situazione avrebbe spinto la città ad assoldare il dottor Dean Schillinger, dalla UCSF (University of California, San Francisco) per metterlo a capo della squadra dei ricercatori che si sarebbe occupata del famigerato studio.

i risultati

I risultati

Nel metastudio, che prendeva in considerazione il lavoro già svolto da altri ricercatori, pubblicato sulla rinomata Annals of Internal Medicine, il Dr. Schillinger e i suoi colleghi hanno però notato qualcosa di strano. Dei 60 studi presi in considerazione, 26 concludevano che non esiste correlazione tra la presenza di zucchero nelle bibite e problemi di obesità o diabete di tipo 2. Peccato però che ognuno di quei 26 studi fosse finanziato dalle industrie Ssb (Sugar-Sweetened Beverages), mentre un solo studio dei 34 che confermavano il collegamento fosse finanziato dalle stesse.

Come riporta l’Huffington post in un suo articolo, i ricercatori avrebbero scritto nelle loro conclusioni che: “L’industria delle bevande zuccherate sembra manipolare le ricerche per avere un vantaggio economico, a spese della sanità pubblica” aggiungendo ancora “la realtà è che siamo in guerra contro il diabete ora – continua -. E in ogni guerra si fa propaganda. Ciò che la comunità dovrebbe fare è concentrarsi sugli studi indipendenti. Se si guarda solo a questi, risulta evidente che le bevande zuccherate causino obesità e diabete”

Eppure questo non è il primo caso in cui si verifica una situazione del genere. Un altro studio, pubblicato su JAMA Internal Medicine, intitolato “Sugar Industry and Coronary Heart Disease Research: A Historical Analysis of Internal Industry Documents” riporta nel suo abstract che i politici dovrebbero iniziare a dare meno peso a studi finanziati dalle industrie alimentari sulla correlazione tra zuccheri aggiunti e lo sviluppo di alcune malattie.

Prima di urlare al complotto però è meglio ricordarsi del dato di fondo di tutta questa faccenda: il percorso del metodo scientifico ha in sé gli anticorpi per autogestirsi, sono stati gli stessi ricercatori a dimostrare queste strane correlazioni. La lezione è semplicemente una: mai dare nulla comunque per scontato.

Fonti: IlGiornale – Ansa – Huffingtonpost – Time – Proteini

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.