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Sushi: 5 cose che dovete sapere per mangiarlo a regola d’arte

Mangiare sushi per molti è diventato un appuntamento fisso, ma per apprezzarlo veramente bisogna mangiarlo in un certo modo: ecco 5 consigli per gustare al meglio queste specialità giapponesi.


Facciamocene una ragione: il sushi, o meglio, un tipo di ristorante giapponese, ha conquistato negli anni un posto nel cuore degli italiani. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza sempre più capillare di locali orientali dediti a questo tipo di cucina, spesso accompagnata da altri piatti che strizzano l’occhio a chi di pesce crudo non ne vuole sapere. Il sushi però è un insieme di piatti che richiedono un approccio particolare, magari non servirà preoccuparsi nel vostro all you can eat di fiducia, ma se voleste provare l’ebrezza di un vero pasto in stile orientale ecco 5 cose da tenere bene a mente.

Sushi: 5 cose che dovete sapere per magiarlo a regola d'arte

1. Vanno bene anche le mani

Chi di voi ha avuto la fortuna di mangiare sushi in locale di un certo livello avrà sicuramente notato un rito particolare: prima del servizio agli ospiti viene offerta una salvietta calda, un invito ai commensali a pulirsi le mani, visto che le portate durante questi pasti possono essere consumate tranquillamente in punta di dita. In Occidente siamo abituati a usare le posate, per alcuni può essere difficile abituarsi alle bacchette, in questo caso ricordatevi che mangiare con le mani non è cattiva educazione in Oriente.

2. Occhio al lato giusto

I nighiri sono quel tipo di sushi che si presenta come una piccola polpetta di riso sormontata da un pezzetto di pesce. Mentre viene spontaneo consumarlo come viene servito, il modo corretto prevederebbe di far toccare alla lingua prima il pesce, poi il riso. Lo stesso vale nel caso vogliate accompagnare il boccone con della salsa di soia: non intingete il riso, ma il pesce, e solo per un attimo, in modo che il forte sapore della soia non copra la delicatezza del tonno o del salmone.

Il modo giusto per intingere

3. Non esagerate con i condimenti

Rimanendo in tema salse, mi raccomando, non esagerate. Né con la soia, che in quantità eccessive può addirittura essere poco salutare, né col wasabi, che risulta decisamente forte. Un trucco, tra l’altro molto fascinoso da sfoderare nelle giuste occasioni, è usare lo zenzero per spalmare la salsa di soia sul pezzo di pesce che si sta per consumare, come se fosse un pennello. Da evitare sicuramente gli intrugli con il wasabi, che deve essere utilizzato da solo, prelevato con la punta della bacchetta e messo sul pesce. I più esperti lo mettono tra il pesce e il riso, ma potete anche non strafare. Ultimo appunto: se la portata arriva già con qualche salsa provate a mangiarla così, senza aggiungere nulla, per dimostrare allo chef che apprezzate il suo accostamento.

4. Un sol boccone

Il sushi si deve mangiare in un sol boccone, non temete di fare figuracce a riguardo, la tradizione lo impone. Qualcuno garantisce che per i pezzi più grossi si possa fare un’eccezione, arrivando a due, così da dare un po’ più di dignità al masticatore di turno. In ogni caso sempre tradizione vorrebbe di non finire tutto il cibo servito, considerato come un modo per dire allo chef che non è stato servito abbastanza sushi. Meglio però spazzolare tutto e fare un apprezzamento particolare al cuoco, in modo da non sprecare del prezioso pesce.

Sushi condito

5. Le bacchette dicono molto

Le bacchette – in giapponese hashi – non sono degli strumenti così scontati. Quando vi state servendo da una portata comune, per esempio, andrebbero usate al contrario, in modo che la parte che mettete in bocca non sfiori il cibo degli altri. Non dovrebbero mai essere sfregate tra loro per pulirle da eventuali chicchi di riso e sempre riposte sul loro supporto durante le pause del pasto. Se volete far capire invece che avete terminato di mangiare dovrete riporle parallele sulla ciotola della soia.

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