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Spreco alimentare, i giovani capiscono il problema ma si sentono poco informati

Secondo un sondaggio, i ragazzi italiani comprendono l’impatto sull’ambiente dello spreco, ma vogliono più informazioni per limitarlo. Anche dalla scuola.

Più informazioni per comprendere meglio il tema dello spreco alimentare. È quello che chiedono i ragazzi italiani secondo un sondaggio realizzato da Too Good To Go, l’app per smartphone che aiuta a contrastare lo spreco di cibo, e il portale ScuolaZoo. Dal rilevamento emerge infatti come i giovani della Generazione Z del nostro Paese siano consapevoli che questo fenomeno produce un impatto sull’ambiente, ma sentono di non essere in possesso degli strumenti adeguati per capirlo e quindi agire per contrastarlo.

Secondo un sondaggio, i ragazzi italiani comprendono l’impatto sull’ambiente dello spreco, ma vogliono più informazioni per limitarlo, anche dalla scuola

Giovani e spreco alimentare

Too Good To Go ha voluto approfondire le abitudini e i comportamenti dei giovani della Generazione Z in materia di spreco alimentare e capire quanto i consumatori del futuro siano consapevoli delle implicazioni ambientali causate dallo spreco di cibo. A questo scopo, ha deciso di realizzare un sondaggio social con ScuolaZoo condotto su un campione di più di 32 mila giovani tramite le stories Instagram sul profilo da 4 milioni di followers del portale punto di riferimento degli studenti.

I risultati del sondaggio

Secondo i dati finali della rilevazione, il 78 per cento dei giovani è consapevole delle conseguenze ambientali che lo spreco alimentare comporta. Allo stesso tempo, tuttavia, l’84 per cento sostiene che avere maggiori informazioni sul tema potrebbe aiutarli a sprecare meno cibo. Una percentuale rilevante considerato che oltre la metà dei giovani ha dichiarato di non aver mai trattato il tema a scuola. “Le nuove generazioni sono il nostro futuro ed è stimolante sapere che sono sempre più attente e sensibili a questi argomenti”, ha commentato Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go.

Una sensibilità ancora più preziosa alla luce dei numeri del fenomeno spreco: oggi più di un terzo di tutto il cibo prodotto viene buttato e questo è causa del 10 per cento delle emissioni di gas serra in atmosfera. Il centro di ricerca Project Drawdown ha individuato nel contrasto allo spreco alimentare la soluzione n.1 per combattere il cambiamento climatico e mantenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2°C entro la fine del secolo, così da limitare i danni dei cambiamenti climatici su persone e ambiente.

L’etichetta consapevole

Molto spesso la causa dello spreco alimentare è la nostra fiducia assoluta nei confronti delle etichette dei prodotti, in particolare per date di scadenza e ai termini minimi di conservazione (Tmc). In altre parole, quando un prodotto ha oltrepassato le date segnalate, lo buttiamo senza provare ad assaggiarlo o annusarlo per capire se invece potrebbe ancora finire nel nostro piatto.

Per cercare di cambiare questa abitudine, Too Good To Go ha lanciato l’iniziativa “Etichetta Consapevole”, un’aggiunta sull’etichetta dei prodotti con Tmc della specifica “Spesso buono oltre”, accompagnata da alcuni pittogrammi esplicativi (osserva, annusa, assaggia). Nata per sensibilizzare i consumatori sulla differenza tra data di scadenza e Tmc, l’etichetta speciale è ora presente in Italia su più di 10 milioni di confezioni di prodotti. Accanto a questa iniziativa, l’app ha avviato anche il Patto contro lo Spreco Alimentare, un’alleanza tra aziende, enti del Terzo settore e organizzazioni di consumatori che nel 2021 ha contribuito a salvare oltre 212mila prodotti dal bidone.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food