Siccità estreme, presto interesseranno interi continenti
Le siccità risultano sempre più estese, frequenti ed estreme. Secondo uno studio pubblicato in Science Advances infatti questi fenomeni quando colpiscono interessano ormai aree così ampie del pianeta da trasformarsi in eventi di portata continentale. Le riserve idriche di ampie porzioni della Terra si stanno dunque prosciugando e le conseguenze della dinamica potrebbero presto rivelarsi irreversibili. Il dito va ancora una volta puntato contro il cambiamento climatico.

Siccità estreme: cosa succederà?
Con l’espressione siccità estreme si indicano dei periodi di scarsità idrica prolungati nel tempo che espongono ecosistemi e popolazioni a conseguenze devastanti. Secondo i dati raccolti dalla NASA tra 2022 e 2024, il problema è anche che i fenomeni interessano aree sempre più ampie. L’estensione delle zone colpite da simili eventi estremi è risultata, nell’emisfero boreale, annualmente in aumento di una superficie doppia rispetto a quella della California.
Le regioni interessate contemporaneamente dalla siccità finiscono spesso per essere connesse tra loro e danno luogo ad aree di scarsità idrica che si estendono su scala continentale. Nel mondo esistono anche zone che sperimentano un moltiplicarsi delle piogge ma risultano in proporzione più limitate. Il fenomeno appare per altro destinato a inasprirsi nei prossimi anni a causa della corsa del cambiamento climatico.
Siccità estreme: siamo al punto di non ritorno?
Secondo gli ultimi dati raccolti quello delle siccità estreme in continuo aumento è un trend ormai consolidato. Tutti i fenomeni più drammatici di questo tipo mai registrati si sono verificati a partire dal 2023 e ogni continente rivela i propri hotspot di rischio. Tra questi rientrano per esempio l’Europa Mediterranea, vaste porzioni dell’Africa e parti del Centro e del Sud America che vanno incontro alla desertificazione.
A causa di tali dinamiche le riserve d’acqua dolce del pianeta si stanno per altro prosciugando. Non sorprende dunque che il moltiplicarsi delle siccità sia responsabile secondo le stime di almeno il 68% delle perdite di scorte idriche sotterranee. Tra le altre cause gli scienziati annoverano lo scioglimento dei ghiacci e del permafrost alle alte latitudini, di nuovo irrimediabilmente connesso al cambiamento climatico.
Cosa possiamo fare per le siccità estreme?
I ricercatori hanno sottolineato che per arginare le problematiche connesse alle siccità estreme è necessario intervenire su più livelli. La priorità rimane fermare la corsa del cambiamento climatico limitando le emissioni e rispettando le soglie di aumento di temperatura fissate nel Paris Agreement. Migliorare l’efficienza dei sistemi idrici appare però altrettanto importante.
In alcune realtà le perdite toccano quota 80% della risorsa quindi migliorare impianti e infrastrutture risulta imprescindibile. Il settore a cui viene destinata la maggior parte dell’acqua dolce disponibile a livello globale, ovvero circa il 70% di essa, è, poi, l’agricoltura quindi mettere a punto tecniche di coltivazione più sostenibili non può che risultare cruciale.
Mentre le siccità estreme colpiscono territori sempre più estesi ad aumentare è anche il numero di individui che con esse deve fare i conti. Una limitata disponibilità di risorse idriche si traduce in un moltiplicarsi dei rischi igienico sanitari oltre che in un aggravamento continuo della crisi alimentare che, in un circolo vizioso, peggiora la salute di intere comunità. Creare strutture più resilienti significa dunque anche salvare vite.






