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Siccità, riserve idriche a rischio per un quarto della popolazione mondiale

Siccità, riserve idriche a rischio per un quarto della popolazione mondiale

Riserve idriche in difficoltà a livello globale a causa di siccità e sovrautilizzo, situazione grave anche in Italia.

Almeno 25 paesi che ospitano un quarto della popolazione mondiale, affrontano ogni anno uno stress idrico elevato consumando regolarmente quasi tutte le riserve idriche disponibili. Circa il 50% della popolazione mondiale vive in condizioni di siccità critica per almeno un mese all’anno. 

È il panorama generale che emerge dai dati del nuovo atalante sullo stress idrico mondiale redatto dall’associazione no-profit di ricerca World Resource Institute. La scarsità delle riserve idriche dovuta a siccità e utilizzo sopra le capacità delle riserve mette a rischio la sopravvivenza di diverse popolazioni. La situazione è grave anche in Italia. 

siccita riserve idriche
@envatoelements

Siccità e sovrautilizzo le cause della crisi delle riserve idriche

Come spiega il WRI, in tutto il mondo il consumo di acqua sta superando le riserve idriche disponibili. A livello mondiale la domanda è più che raddoppiata negli ultimi 50 anni. L’aumento della domanda è spesso il risultato della crescita della popolazione e delle attività economiche come agricoltura e industria. 

Dall’altro canto il cambiamento climatico e l’aumento dei periodi di siccità combinato alla mancanza di investimenti sulle infrastrutture incidono fortemente sulla carenza di riserve idriche disponibili. Tanto minore è il divario tra offerta d’acqua e domanda, tanto più un paese affronta uno «stress idrico». Quando un paese consuma annualmente oltre l’80% delle riserve idriche disponibili si trova in condizione di «stress idrico critico».

Quali paesi affrontano la peggiore crisi dell’acqua?

Sempre secondo il rapporto WRI, oggi sarebbero 25 le nazioni esposte a stress idrico critico, utilizzando oltre l’80% delle proprie riserve idriche. Anche una siccità di breve durata mette questi paesi a rischio obbligando spesso le autorità al razionamento dell’acqua per la popolazione. Particolarmente esposte sono le nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa oltre che gran parte dell’India e dell’Asia meridionale. I cinque paesi più esposti sono Bahrein, Cipro, Kuwait, Libano, Oman e Qatar.

Qual è la situazione dello stress idrico in Italia?

La situazione nel nostro paese non è rosea. In una classifica di stress delle risorse idriche che comprende 164 nazioni, l’Italia si posiziona 41° per livello di rischio, finendo nella categoria «rischio elevato». Nel nostro paese consumiamo ogni anno dal 40% all’80% delle risorse idriche rinnovabili, con periodi di siccità sempre più lunghi e intensi a peggiorare la situazione. Nella categoria «rischio elevato» si trovano altri paesi come Messico, Marocco, Eritrea, Spagna, Algeria, Pakistan, Peru, Turkmenistan, Uzbekistan, Tailandia e Niger. 

La situazione è destinata a peggiorare in futuro

A fare la differenza per le riserve idriche in futuro sarà l’aumento dei periodi di siccità dovuto alla crisi climatica. Senza interventi urgenti destinati alla tutela delle riserve idriche, e con uno scenario di aumento delle temperature ottimistico tra gli 1,2 e i 2,4 °C, la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi anni con almeno 1 miliardo di persone in più a rischio idrico critico entro il 2050. 

Secondo le previsioni infatti il consumo d’acqua aumenterà ancora del 20% entro i prossimi 20 anni, mentre le riserve idriche saranno soggette ad alti periodi di variabilità dovute alle condizioni meteo estreme. In particolare in Medio Oriente in Nord Africa entro il 2050 il 100% della popolazione vivrà in uno stato di stress idrico estremo.

Quali sono le conseguenze della crisi idrica? 

La scarsità di risorse idriche può portare a interruzioni dell’erogazione dell’acqua e della produzione di energia elettrica con importanti ripercussioni sulla produzione agricola e industriale nonché sulle forniture domestiche. Secondo le stime, senza investimenti per la tutela delle risorse, la carenza d’acqua in alcuni paesi come l’India, Cina e nazioni dell’Asia Centrale, potrà comportare una riduzione del Prodotto Interno Lordo dal 7% al 12%.

Anche la sicurezza alimentare globale è a rischio. Già oggi il 60% dell’agricoltura irrigua mondiale si trova ad affrontare uno stress idrico estremamente elevato con prodotti come canna da zucchero, grano, riso e mais particolarmente a rischio. Secondo i dati del rapporto, entro il 2050 il 31% del PIL globale sarà a rischio a causa dello stress idrico per un valore complessivo stimato di 70mila miliardi di euro.


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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