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Sale integrale vs sale classico

Tra sale integrale e sale classico c’è una bella differenza, nonostante il primo sia un prodotto molto poco conosciuto. Sapete quali sono le sue proprietà?

Il sale integrale è diverso dal sale classico: rimane un po’ meno raffinato, ricavato direttamente dalle saline tramite un processo di evaporazione che, bene o male, rimane invariato da millenni. La chiave della differenza sono i sali minerali, considerati delle impurità, che durante la lavorazione del sale più raffinato vengono eliminati. Ma c’è qualche altra differenza tra quello integrale e quello classico, e c’entra anche l’acqua.

sale integrale sale classico

Il sale integrale

Quando si pensa alla differenza tra sale integrale e sale classico bisogna cominciare con l’estrazione di questi due ingredienti. Quello integrale, come abbiamo anticipato, è esclusivamente estratto dalle saline, tramite un processo di evaporazione. L’acqua viene fatta entrare in vasche particolari e dopo alcuni passaggi – e una discreta quantità di tempo – ciò che rimane e un semplice sedimento cristallino, composto principalmente da cloruro di sodio – NaCl – il nome tecnico del sale da cucina.

Quando diciamo che il sale integrale è composto in gran parte da NaCl intendiamo una percentuale vicina al 98%, che può variare leggermente a seconda del produttore. Quello che rimane sono sali minerali, che contribuiscono a dare al sale un particolare colore grigiastro. Si trovano

  • Calcio
  • Potassio
  • Zolfo
  • Magnesio

In maggiori quantità, mentre in tracce si possono rilevare

  • Fosforo
  • Iodio
  • Manganese
  • Rame
  • Zinco

Tutti questi minerali contribuiscono a dare un colore particolare al sale, molto più grigiastro rispetto al classico sale da cucina. Non vengono nemmeno usati additivi – sì, il sale classico può avere additivi – per cui può risultare più umido e grumoso rispetto alla controparte classica.

sale integrale

Il sale classico

Continuando a discutere della differenza tra sale classico e sale integrale è bene tornare sul tema dalla produzione: se il sale non raffinato è estratto esclusivamente dall’acqua marina, quello convenzionale può venire da giacimenti sulla terra ferma, miniere di sale dove la sostanza si è accumulata dall’evaporazione di interi oceani. In questo caso prende il nome di salgemma, e una volta estratto viene processato per eliminare ogni impurità.

Il risultato è un prodotto estremamente bianco, dai granuli omogenei, ma privato quasi del tutto di sali minerali. Va detto però che nella nostra dieta quotidiana difficilmente si ha la necessità di integrare i sali minerali citati attraverso il sale: le quantità di cloruro di sodio da assumere sono limitate, al punto che le tracce di minerali all’interno non riuscirebbero comunque ad incidere in maniera misurabile sulla nostra nutrizione.

REDAZIONE
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