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Riabilitare i detenuti con la pasta gluten free

Sono diversi i progetti iniziati all'interno delle carceri italiane con l'obbiettivo di riabilitare i detenuti. Molte passano per pastifici e panetterie.


Sono molti i progetti nati parallelamente agli ambienti carcerari, anche per recuperare quella dimensione rieducativa che spesso tendiamo a dimenticare quando si tratta di prigioni, confondendo il loro vero scopo con la semplice punizione. Ed è proprio grazie a chi si ricorda che perfino il peggiore dei criminali rimane una persona che è potuto nascere Pasta 1908, un nuovo progetto di reinserimento sociale nato nel carcere di Sondrio.

«Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni»

Riabilitare i detenuti con la pasta gluten free

Ecco come riabilitare i detenuti

Questione di lana caprina, è vero, ma troppo spesso ci sfugge che le persone che trascorrono anni in carcere dovranno poi uscire e da lì provare a reintegrarsi nella società. Peccato che, secondo alcuni dati, due ex detenuti su tre una volta usciti tornino a darsi al crimine, mandando completamente a monte l’idea che una prigione abbia lo scopo di rieducare, e non di sfornare individui con la consapevolezza di non avere alternative. Ecco allora la necessità di cambiare il sistema, di trovare un modo per valorizzare il tempo che queste persone trascorrono in prigione, anche solo per lasciare loro intravedere un futuro grazie a delle competenze acquisite proprio in quel posto che tanti hanno imparato così bene ad odiare. E quale alternativa migliore del cibo, di ciò che ci riunisce attorno a un tavolo, qualcosa che trasmetta un senso di comunità, niente di meglio di una tavolo imbandita.

Una questione di riabilitazione

Così nascono i progetti della Pasticceria Giotto, tra i primi in italia a trasformare parte del carcere di Padova in un laboratorio dolciario di tutto rispetto per riabilitare i detenuti, restituendo la parola a chi pensava di averla persa. Poi Buoni Dentro, un progetto di panificazione che ha preso piede all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni C. Beccaria di Milano, a cui si aggiunge Cibo Agricolo Libero, un’iniziativa di Vincenzo Mancino, proprietario del ristorante Proloco DOL di Roma, che è riuscito a tramutare la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia in un caseificio.

Pastificio gluten free

L’ultimo progetto della famiglia è sicuramente 1908, dedicato alla casa circondariale della Valtellina, fondata proprio in quell’anno. L’idea è quella di produrre una nuova pasta gluten free all’interno del carcere di Sondrio, in particolare in una vecchia autorimessa trasformata, viste le circostanze, con macchinari professionali di ultima generazione. Dietro al progetto la mente di Stefania Mussio, direttrice della prigione, con l’aiuto della Provincia, Provveditorato di Milano e associazioni locali.

Pastificio gluten free

Il portale online gamberorosso.it ha riportato alcune sue parole: «Ho voluto creare uno spazio dove i ragazzi potessero imparare un lavoro spendibile nel territorio, una zona turistica di eccellenza anche gastronomica» il primo tentativo, racconta la direttrice, era andato in tutt’altra direzione, tentando la strada dell’informatica «il lavoro al computer mi sembrava lungo da imparare, e qui le condanne sono brevi, e anche complicato per molti stranieri che conoscono poco l’italiano». L’alternativa però è stata un’idea sicuramente interessante, la pasta, «la soluzione giusta per creare lavoro e quindi reinserimento sociale, unico deterrente alla recidiva.»

Fonti: gamberorosso.it – linkiesta.it

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.