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Qual è la differenza tra ravioli e casoncelli?

I termini ravioli e casoncelli sono considerati da molti sinonimi, ma capire qual è la differenza tra i due può aiutare a non scatenare casi diplomatici.

Davanti a un piatto di pasta ripiena chiedersi in base a quale differenza questo ci venga presentato come “ravioli” o “casoncelli” non è spesso immediato. Capire come distinguerli può rivelarsi molto interessante e può aiutarci ad apprezzare ancora di più una pietanza già golosa. Tradizione, storia e geografia sono allora pronte a venire in nostro soccorso.

differenza ravioli casoncelli
Foto: Polina Tankilevitch @Pexels

Ravioli

Per comprendere la differenza tra ravioli e casoncelli bisogna partire dalla macrocategoria. Con il termine raviolo si fa riferimento a diversi formati di pasta ripiena, che possono contenere carne, verdure o pesce. In Italia questo primo è diventato molto popolare e si è ormai trasformato in uno dei simboli culinari del nostro Paese. Le sue origini sono antiche, Boccaccio cita, infatti, tale pietanza già nel Decamerone. I primi ravioli avrebbero, dunque, visto la luce a Gavi Ligure, nel 1200. Qui, sotto la Repubblica di Genova, un cuoco della famiglia “Ravioli” li avrebbe serviti per la prima volta conditi con acqua di cottura e vino rosso. Da allora ogni regione ha adattato la ricetta al proprio territorio.

Casoncelli

Una volta considerate le caratteristiche dei ravioli, per capire la differenza tra questi e i casoncelli è necessario affidarsi alla geografia. I casoncelli sono, infatti, una variante del piatto originale diffusasi in Lombardia. Le province di Brescia e Bergamo, tutt’ora impegnate in una contesa per la paternità della ricetta, sono la patria per eccellenza dei casoncelli. Il nome di tale tipo di pasta sembra derivare dal latino “caesus”, formaggio, ingrediente fondamentale del ripieno, o dal riferimento alla loro forma che ricorda quella di un piccolo calzone. I casoncelli nascono, comunque, nel 1500 come piatto povero, adatto al riutilizzo degli avanzi, ma si sono oggi trasformati nei protagonisti di sagre e in preparazioni molto apprezzate nelle cucine dei ristoranti stellati.

Differenza tra ravioli e casoncelli

Per comprendere se siamo di fronte a un piatto di ravioli o di casoncelli è possibile affidarsi all’individuazione di ben più di una differenza. La pasta è quella classica, che vira al giallo, ricavata da farina, uovo e acqua, ma possiamo, in primis, concentrarci sull’aspetto. I ravioli sono, infatti, in genere piccoli e quadrati, mentre i casoncelli, più grossi, hanno forme più peculiari. Quelli bergamaschi si presentano, così, a mezzaluna, mentre quelli bresciani sono chiusi anche a caramella o a fazzoletto. Il ripieno ci offre, poi, un altro appiglio. Per il raviolo la gamma di ingredienti utilizzata nella farcia è ampia. Quella dei casoncelli prevede, invece, l’utilizzo di Grana Padano, burro e pane secco nella variante bresciana, ma è arricchito con carne di vitello nel caso bergamasco. I piatti lombardi sono, infine, spesso conditi con abbondante burro fuso, salvia e, anche, pancetta.

Anche se enunciare una differenza netta tra ravioli e casoncelli non è del tutto possibile, è evidente che essi non sono interscambiabili. Analizzandoli la storia della cucina ci si mostra in tutta la sua complessa versatilità. La prossima volta che ordineremo un primo piatto di pasta ripiena, per un momento la gola potrebbe persino essere offuscata dalla curiosità.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.