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Perché si mangia il capitone a Natale

Sapete perché si mangia il capitone a Natale? Questa usanza, particolarmente diffusa in Campania e nel resto del meridione è legata alla superstizione.

Scoprire perché si mangia il capitone a Natale significa addentrarsi nel mondo della superstizione e del simbolismo, che molto spesso contamina anche la cucina, soprattutto durante le feste. Ma nel caso di questo pesce, che non è nient’altro che la femmina dell’anguilla, potrebbe anche esserci un risvolto pratico, soprattutto se si guarda al periodo in cui questa tradizione ha cominciato a prendere piede.

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Perché si mangia il capitone a Natale

Come nasce la tradizione del capitone a Natale

Come abbiamo appena accennato, per capire perché si mangia il capitone a Natale bisogna tornare indietro nel tempo fino, probabilmente, all’epoca medioevale. Questo pesce era considerato molto simile, almeno per il suo aspetto fisico, al serpente, l’animale simbolo del male nella religione cristiana. Consumarne la carne aveva un valore quasi esorcizzante per i credenti, che sconfiggevano simbolicamente il male, guadagnando un buon auspicio per l’anno nuovo.

Potrebbe però esserci un altro aspetto, più pratico, che spingeva la popolazione più povera a mangiare il capitone a Natale: questo pesce è particolarmente grasso e, in inverno, diventava il piatto ideale per fare il pieno di energie, soprattutto quando non si aveva accesso a molti alimenti. Oggi ovviamente le cose sono cambiate, ma il capitone è rimasto nella tradizione di Campania e altre regioni del sud Italia.

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