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Perché gli allevamenti di polpi sono criticati da chi difende ambiente e animali

Gli allevamenti di polpi vengono guardati con spregio dagli ambientalisti e, mentre in Spagna si prepara una prima apertura, le polemiche non mancano.

In Spagna il primo allevamento di polpi del mondo è pronto ad aprire i battenti. Nueva Pescanova, società che ha messo a punto il progetto, mira a rivoluzionare un settore in rapido sviluppo, ma le reazioni contrastanti non sono mancate. Preoccupazione per gli animali e per il benessere dell’ambiente hanno smosso le coscienze e ora tracciare un bilancio appare doveroso.

allevamenti di polpi

Perché gli allevamenti di polpi?

L’idea di puntare sugli allevamenti di polpi nasce da una domanda in continua espansione. Il valore del commercio globale di polpi è aumentato da 1.30 miliardi di dollari del 2010 a 2.72 miliardi nel 2019. Ogni anno vengono catturate indiscriminatamente 350.000 tonnellate di questi animali e il timore è che presto il mare non possa più reggere tali ritmi. Nueva Pescanova ha, dunque, concepito al progetto che ora attende il via libera delle autorità competenti.  L’apertura dell’allevamento è prevista per l’estate 2022, sull’isola Gran Canaria, mentre le attività di commercializzazione dovrebbero essere avviate nel 2023. La struttura arriverà a fornire ogni anno 3.000 tonnellate di carne di tali molluschi.

Dubbi sugli allevamenti

Le proteste per un possibile decollo del settore degli allevamenti di polpi non si sono fatte attendere. A farsi sentire sono stati in primis gli animalisti. Secondo quanto riportato dagli studi i polpi sono, infatti, intelligenti e sensibili, capaci di risolvere problemi complessi, quanto di provare emozioni. La vita in spazi ristretti li porta a comportamenti violenti, che variano dal cannibalismo all’autolesionismo. La pratica dell’acquacoltura su vasta scala non risulterebbe, per altro, nemmeno sostenibile. I polpi sono, infatti, carnivori e per nutrirli sarebbero necessarie grandi quantità di piccoli animali marini. La pressione sulla pesca finirebbe dunque per aumentare. Gli allevamenti intensivi creano, poi, terreno fertile per le malattie, la cui diffusione, spesso, travalica i confini delle strutture.

Perplessità e risposte

I dubbi connessi agli allevamenti di polpi sono consistenti. Nueva Pescanova ha assicurato che ogni fattore è stato valutato, ma si è rifiutata di fornire dati precisi su spazi e patiche. L’utilizzo di pesce di scarto e alghe per nutrire gli animali viene presentata, per esempio, come centrale nel progetto, ma le indicazioni su come verrà gestita la questione alimentazione scarseggiano. Gli ambientalisti hanno specificato che puntare sull’acquacoltura non è la strategia vincente. Per rendere la pesca più sostenibile, rinunciare almeno in parte ai prodotti ittici in favore di alternative vegetariane e vegane costituisce, per loro, l’unica via. I cuochi sono, infine, preoccupati che l’introduzione di polipi d’allevamento possa tradursi in una perdita di qualità dei piatti.

Concepire degli allevamenti di polpi su ampia scala appare strano. Siamo abituati a vedere questi molluschi trascorrere le loro giornate tranquilli sugli scogli, spesso in solitudine, e ciò cozza con il concetto stesso di acquacoltura. L’uomo sta, di nuovo, stravolgendo gli equilibri naturali. Pare che nemmeno gli otto tentacoli dei polpi siano sufficienti per rimanere al riparo.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.