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Perché acquistare frutta e verdura biologiche di seconda scelta?

Scegliere frutta e verdura biologiche di seconda scelta vuol dire dare una mano agli agricoltori che coltivano bio e all’ambiente, riducendo gli scarti che finiscono nella spazzatura.

Frutta e verdura biologiche di seconda scelta possono essere una vera manna per gli agricoltori e per l’ambiente: sceglierla significa abbattere gli sprechi alimentari e aiutare economicamente i contadini che scelgono di certificare i loro prodotti come bio. Il problema dell’ortofrutta commercializzata nella GDO è che deve rispondere a canoni molto stretti, costringendo gli agricoltori a buttare via grandi quantità del loro raccolto.

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Frutta e verdura biologiche di seconda scelta: risparmio e meno sprechi

Il problema è che non è sempre facile acquistare frutta e verdura biologiche di seconda scelta, soprattutto perché richiede di essere vicini a un contadino che coltivi orti bio. Ma nell’era dell’informazione digitale è sempre più facile trovare piattaforme apposite che permettano ai consumatori di prendere contatto direttamente con i produttori, saltando gli intermediari e azzerando le distanze.

In questo modo chi è interessato potrà mettere le mani su prodotti freschissimi, ad un prezzo contenuto, che altrimenti finirebbero nella pattumiera. Stiamo parlando di zucchini, per esempio, dalla forma troppo irregolare, o carote, oppure ancora i cavolfiori, che vengono lasciati semplicemente a marcire nei campi quando la loro forma non riesce a rientrare negli standard della grande distribuzione. Da questa selezione nasce la categoria della frutta e verdura biologiche di seconda scelta, utilizzata nell’industria alimentare come ingrediente da lavorare o semplicemente scartata.

Quando si cominciano ad acquistare prodotti di questo tipo si scopre presto che la dimensione dei frutti, per esempio, è un parametro fondamentale, tanto è vero che solitamente prugne, mele, pere, arance sono solitamente semplicemente più piccoli delle loro controparti convenzionali. E se pensate che l’ortofrutta di questo tipo sia brutta da vedere dovrete ricredervi: nel 99% dei casi si tratta di difetti minimi, al punto da essere impercettibili per il consumatore medio.

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