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La birra ha una scadenza?

Spesso troviamo la data sulla bottiglia, ma la birra ha una scadenza? Cosa cambia durante l’invecchiamento e le nuove tecniche per migliorarne la conservazione.

Come altri alimenti e bevande, la birra ha una scadenza indicata direttamente sulla bottiglia. Si tratta di un obbligo legislativo per tutelare i consumatori. Eppure, come per altri alcolici, la risposta alla domanda «ha una scadenza» non è un semplice sì o no.

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Cosa significa sulle bottiglie di birra la data di scadenza

La birra in sé non ha una scadenza vera e propria, nel senso che, se conservata in modo opportuno, anche dopo anni sarebbe ancora bevibile. Un discorso simile avviene infatti anche per il vino e per altri alcolici. La data che spesso troviamo sulle bottiglie di birra indica generalmente la data entro cui il produttore suggerisce il consumo, in modo da permettere di gustare appieno le caratteristiche del prodotto.

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La birra ha una scadenza invece nel senso che il suo sapore e le sue caratteristiche cambiano nel tempo. In particolare le birre a bassa gradazione tendono a perdere sapore e consistenza abbastanza rapidamente. Bere una birra dopo la sua «scadenza» significa rischiare di bere un prodotto dal sapore stantio o addirittura sgradevole. La vita di una birra dipende largamente dalle componenti presenti all’interno ma generalmente si tratta di pochi mesi fino ad un anno dall’imbottigliamento prima che inizi a perdere le qualità iniziali.


In futuro una birra senza scadenza?

Secondo i ricercatori, il sapore stantio della birra è dovuto ad alcuni componenti chimici specifici noti come «aldeidi» e prodotti dai lieviti durante la fermentazione. Le reazioni chimiche che avvengono continuamente nella birra durante la sua conservazione portano ad aumentare i livelli di queste componenti. I mastri birrai hanno tentato di diversi modi di ridurre queste reazioni per cercare di aumentare la durata del sapore ideale della birra, fino ad ora con poco successo.

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Una novità potrebbe arrivare da una nuova generazione di lieviti modificati geneticamente, così come riportato dall’American Chemical Society. Ricercatori cinesi avrebbero infatti trovato il modo di fare produrre ai lieviti meno aldeidi e ridurre così il sapore stantio della birra conservata più a lungo. La birra ha quindi una scadenza di «gusto» oggi abbastanza breve ma, secondo gli scienziati questo potrebbe un giorno cambiare grazie alla ricerca.

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