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Khachapuri, il panzerotto georgiano della felicità

Il Khachapuri si guadagna i primi posti nella cucina tradizionale georgiana grazie alla sua bontà e alla sua caratteristica folkloristica di saper donare la felicità.

Il Khachapuri è il panzerotto della felicità. Infatti, secondo il folklore tradizionale, questo piatto tipico della Georgia è in grado di trasmettere emozioni positive e di rallegrare chi lo mangia, però a patto che il cuoco lo abbia preparato in un momento di serenità. Al di là delle credenze locali non è difficile immaginare che il Khachapuri sia davvero in grado di donare felicità perché gli ingredienti che lo compongono lo rendono molto saporito: una vera gioia per il palato.

Khachapuri il panzerotto georgiano della felicità

Cosa è il Khachapuri

Il Khachapuri è una pietanza tradizionale della cucina caucasica che può essere paragonato ad una sorta di torta salata rustica ripiena di formaggio fuso. Esistono diverse varianti regionali del Khachapuri che si diversificano in base agli ingredienti e alla ricetta che è stata tramandata di generazione in generazione. Solitamente questo «panzerotto» georgiano viene servito bollente con un cuore di formaggio locale, burro e uovo. Quest’ultimo viene appena appena scottato e posto sopra al formaggio, proprio in bella vista.

Khachapuri preparazione

Per consumare questa prelibatezza esiste anche la possibilità di mischiare tutti gli ingredienti formando così una squisita crema che può essere raccolta usando la crosta più esterna dell’impasto. Le caratteristiche del Khachapuri lo hanno reso un piatto particolarmente comune in Georgia, infatti lo si può ordinare sia nei ristoranti che ai venditori ambulanti di cibo. È diventato un alimento talmente tanto consumato che il governo georgiano ha elaborato uno specifico indice – tipo l’indice Big Mac – che valuta l’inflazione basandosi sulla produzione e il consumo degli ingredienti che lo compongono.

Dall’origine alla diffusione nel Mediterraneo del Khachapuri

Gli studiosi della cultura e della gastronomia georgiana hanno tentato di ricostruire le origini del Khachapuri partendo dalla sua caratteristica forma, cioè quella dello scafo di un’imbarcazione. Si pensa che la sua forma sia legata al luogo in cui è stata elaborata la ricetta, ovvero Adjara, sul Mar Nero. Questa località è famosa per la destrezza dei suoi abitanti nel costruire le barche ed è stato ipotizzato che il Khachapuri sia nato con quella forma per rendere omaggio agli esperti carpentieri.

Khachapuri impasto

Tuttavia le considerazioni sulle sue origini storiche sono abbastanza incerte e per certi versi anche controverse. Gli studiosi sono invece per la maggior parte concordi sul fatto che la ricetta georgiana giunse in Europa con i legionari romani che ritornavano dalla campagna sul Mar Nero. Qualcuno ha addirittura ipotizzato che il Khachapuri potesse essere una sorta di «pizza ancestrale» dalla quale ha avuto poi origine la pizza italiana.

Le varianti regionali

Esistono tante diverse ricette di Khachapuri quante sono le regioni della Georgia e, in ciascuna di esse, viene chiamato con un nome diverso. Per esempio nella regione Imereti esiste Imeruli Khachapuri, fatto unicamente con un ripieno di formaggio; a Tblisi va di moda il Kubdari Khachapuri (il ripieno è di carne); a Samegrelo si mangia il Megruli Khachapuri, una bontà al doppio formaggio.

Khachapuri

Come si è potuto notare, il nome del piatto è composto da due parole e la seconda rimane sempre invariata. Questo perché anche se gli ingredienti cambiano, un po’ come per la pizza, l’idea del prodotto finale rimane sempre la stessa. Così come non muta la modalità di preparazione dell’impasto che è dipendente all’umore del cuoco. Quest’ultimo deve letteralmente prendersi cura del Khachapuri arrivando anche a sussurrare delle precise parole agli ingredienti al fine di trasformare l’allegria in cibo.

TOPIC Georgia
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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.