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Insetti fonte di proteine: ecco la chiave dell’alimentazione futura

Considerare gli insetti fonte di proteine non è semplice, ma, per il futuro alimentare del pianeta, potrebbe rivelarsi più di una remota possibilità.

Considerare gli insetti fonte di proteine non può non generare un’ondata di disgusto piuttosto decisa. Imparare a cambiare atteggiamento potrebbe, però, essere fondamentale. Per il futuro alimentare del pianeta, infatti, questi piccoli animaletti rappresentano una risorsa impareggiabile. Il loro impatto su natura e ambiente è, inoltre, ben più contenuto di quello dei cibi attualmente più diffusi.

insetti fonte di proteine

Il futuro alimentare:

Giudicare gli insetti fonte di proteine non è poi così anomalo. Essi hanno fatto parte dell’alimentazione umana per millenni e oggi, in diverse zone, rappresentano un alimento comune. 2.000 specie di insetti vengono consumate nel mondo. In Tailandia, per esempio, trovare cavallette fritte nei supermarket non è una stranezza. Virginia Emery della start-up Beta Hatch ha spiegato che gli insetti sono un superfood, in grado di concentrare moltissimi nutrienti in un minuscolo involucro. La loro carne viene interamente consumata e gli sprechi sono, quindi, minimi. Essi incarnano, poi, perfettamente il concetto di economia circolare. Si nutrono, infatti, di scarti e i loro escrementi possono essere utilizzati come fertilizzanti.

Insetti e impatto ambientale:

Impegnarsi a considerare gli insetti fonte di proteine potrebbe essere vitale anche per il pianeta. Agricoltura e allevamento sono fra i settori maggiormente responsabili della crisi climatica. I grilli, invece, per esempio emettono l’80% di metano in meno rispetto alle mucche. Allevare insetti consentirebbe, dunque, di ridurre le emissioni e richiederebbe meno spazio, acqua ed energia.  Sostituire metà della carne tradizionalmente consumata con tarme della farina permetterebbe di risparmiare 1.680 milioni di ettari di terreni. Gli insetti necessitano, poi, di meno nutrimento. Essendo animali a sangue freddo, infatti, sono da 12 a 25 volte più efficienti nel convertire il cibo in proteine rispetto al bestiame.

La chiave per il futuro:

Reinventare gli insetti fonte di proteine rappresenta per molti un obiettivo attuale. Giovanni Sagari, ricercatore alimentare, ha, però, spiegato che in Occidente siamo abituati ad associarli a sporcizia e disgusto. Il mercato degli insetti commestibili sembra destinato a crescere, ed entro il 2027 dovrebbe raggiungere un valore di 4.63 miliardi di dollari. Le compagnie europee stanno investendo nel settore e la European Food Safety Authority si mostra favorevole. Lo chef Andy Holcroft, proprietario del primo ristorante a base di insetti del Regno Unito, pensa che il processo debba essere ora graduale. Gli insetti devono secondo lui, per ora, essere inseriti in altri piatti.

Imparare a considerare gli insetti fonte di proteine è più di un’opzione. La popolazione mondiale è in continuo aumento e, presto, il pianeta non potrà più soddisfarla. Per i Paesi in via di sviluppo questo trend alimentare potrebbe rivelarsi fondamentale. Il giorno in cui a sostituire i broccoli negli incubi dei bambini saranno le polpette di larve della farina sembra sempre più vicino.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.