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Imballaggi superflui: l’UE vuole tagliare shampoo negli hotel e bustine di zucchero

Flaconi di shampoo e bustine di zucchero potrebbero sparire con un nuovo regolamento dell'Unione Europea contro gli imballaggi superflui.

Nei nostri futuri soggiorni in hotel probabilmente saremmo obbligati a ricordarci di portare lo shampoo da casa. Nelle soste al bar, invece, potremmo non trovare più lo zucchero per il caffè nel formato bustina che conosciamo. Questo a meno che non arrivino delle alternative di packaging più sostenibili. Una nuova proposta di regolamento dell’Unione Europea punta infatti al taglio degli imballaggi superflui e sono tanti i prodotti di uso quotidiano che potrebbero vedere stravolto il loro utilizzo.

imballaggi superflui
Foto: Jasmine Sessler @Unsplash

Troppi imballaggi superflui nell’Unione Europea

Ogni cittadino europeo produce oggi circa 180kg di rifiuti ogni anno per i soli imballaggi, troppi. Carta e plastica fanno la parte da leone: secondo dati UE, oggi circa il 40% della plastica e il 50% della carta “vergini”, cioè prodotti da zero, sono destinati soltanto agli imballaggi. Nonostante una crescente attenzione sul tema, senza una inversione di tendenza entro il 2030 le cifre in Europa aumenterebbero di un ulteriore 19%.

Per questo motivo la Commissione Europea per voce del vicepresidente con delega al Green Deal Frans Timmermans e del commissario all’Ambiente Virginijus Sinkevičius, hanno presentato questo 30 novembre un nuovo regolamento che punta a rivoluzionare il settore del packaging su tutto il territorio del continente tagliando sugli imballaggi superflui e in particolare sugli imballaggi monouso.

Stop a shampoo negli hotel e bustine di zucchero?

Le nuove regole proposte dalla Commissione puntano a invertire la tendenza, garantendo opzioni di imballaggio riutilizzabili ed eliminando il più possibile gli imballaggi superflui. Obiettivo ridurre i rifiuti di imballaggio del 15% entro il 2040. Per arrivare a questo obiettivo saranno molti i prodotti a doversi immolare, almeno nelle condizioni attuali. Particolarmente colpiti saranno i prodotti imballati in plastica monouso particolarmente dispendiosi in termini ambientali come, ad esempio, i mini shampoo degli hotel, le confezioni in plastica che raggruppano bottiglie e lattine (ma anche frutta e verdura) e, a quanto pare confezioni monouso in bar e ristoranti.

Obiettivi di riutilizzo e riciclo

Il regolamento inoltre prevede obiettivi di riutilizzo per gli imballaggi. Entro il 2040 ad esempio, l’80% delle bevande fredde o calde dovrà essere venduto attraverso un sistema che garantisce il riutilizzo o permettendo ai clienti di presentarsi con un proprio contenitore da riempire. Stesso discorso per i piatti da asporto dei ristoranti, il cui obietto è del 40% entro il 2040, o dei prodotti di e-commerce per cui servirà packaging riutilizzabile al 50%. L’UE inoltre chiede una standardizzazione dei formati ad esempio di bottiglie. Sempre negli obiettivi di lotta agli imballaggi superflui, quello che non potrà essere riutilizzato dovrà essere biodegradabile o riciclabile. Entro il 2030 tutti gli imballaggi utilizzati in Europa dovranno essere riciclabili e, entro il 2035, riciclabili su larga scala .

Critiche e reazioni al documento sugli imballaggi superflui

La proposta della Commissione dovrà ora venire discussa dal Parlamento Europeo e dagli Stati membri dell’Unione per negoziare un documento definitivo. Sui piani dell’UE nei confronti del taglio agli imballaggi superflui non sono mancate tuttavia le critiche e le preoccupazioni degli addetti al settore del packaging. Non si tratta infatti solo di perdere i mini shampoo e le bustine di zucchero (di cui onestamente potremmo fare a meno), il comparto dà lavoro a milioni di persone in tutta Europa e il documento preannuncia una rivoluzione dagli esiti incerti. “Stiamo creando una nuova economia, l’economia del riutilizzo” ha risposto Frans Timmermans, sottolineando come, secondo le stime UE, le nuove disposizioni potranno creare fino a 600mila nuovi posti di lavoro. Ma il braccio di ferro tra istituzioni europee, industria e produttori di imballaggi si preannuncia accesa.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.