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Il pesto più buono grazie all’intelligenza artificiale

Il nuovo campo chiamato dell’agricoltura cibernetica promette basilico e quindi pesto più buono grazie all’utilizzo di intelligenza artificiale.

In futuro il pesto sarà più buono grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno combinato botanica, chimica e algoritmi di apprendimento nel tentativo di rendere il basilico più gustoso. Si tratta, secondo gli scienziati, dell’inizio di un nuovo campo di ricerca chiamato «agricoltura cibernetica» con l’obiettivo dichiarato di massimizzare i sapori e le proprietà degli alimenti sfruttando le tecnologie attuali ma senza intervenire a livello genetico.


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pesto basilico intelligenza artificiale

Come l’intelligenza artificiale rende il pesto più buono

Niente OGM quindi, solo tanta attenzione ai particolari. Nel loro studio sulle piante di basilico i ricercatori del MIT hanno scoperto come l’esposizione alla luce solare per 24 ore al giorno fosse il «segreto» per un basilico più saporito. Certo, solo coloro che vivono oltre il circolo polare possono permettersi 24 ore di luce per coltivare il basilico necessario per il pesto. La soluzione, per tutti gli altri, risiede nell’agricoltura idroponica. 

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In container da spedizione trasformati in fattorie verticali i ricercatori hanno sottoposto le piante di basilico a diverse condizioni di luce, umidità e temperatura nel tentativo di scoprire la combinazione migliore. Una volta cresciute, le piante sono state sottoposte a test per individuare la concentrazione dei composti volatili responsabili del sapore. Queste molecole contengono inoltre anche antiossidanti e quindi, secondo i ricercatori, l’obiettivo di rendere il basilico più buono vorrebbe dire anche migliorarne le sue qualità alimentari. Tutte le informazioni sono state poi elaborate da algoritmi di intelligenza artificiale per estrapolare ulteriori milioni di combinazioni possibili.

Intelligenza artificiale:  non solo pesto più buono ma anche più salutare

Un pesto che possa aiutare a tenere sotto controllo il diabete? Per i ricercatori del MIT potrebbe non essere solo fantascienza. Muovendosi oltre al gusto del basilico gli scienziati stanno utilizzando la stessa tecnica nel tentativo di individuare quali solo le condizioni migliori per far crescere un basilico ricco di quelle sostanze in grado di regolare la presenza di zuccheri nel sangue. A quanto pare, anche questa caratteristica dipende dalla combinazione di condizioni in cui la pianta viene fatta crescere.

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L’agricoltura cibernetica si presenta come un’alternativa agli OGM. Oltre a sapore e nutrienti, l’intelligenza artificiale si prospetta come un alleato importante per limitare gli effetti del cambiamento climatico sulle piante. In campo servono anche diversi anni per verificare gli effetti di determinate scelte di coltivazione ma, grazie ai modelli computerizzati, la quantità di informazioni può crescere esponenzialmente portando a rapidi sviluppi per l’agricoltura. Il modello del MIT punta ad essere open-source, vale a dire che l’idea di fondo è permettere a tutti accesso agli algoritmi e creare una rete mondiale di dati per rendere frutta e verdura più gustose e nutrienti.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.