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Il lavaggio a ultrasuoni rende più sicura la verdura

Da ricercatori britannici la nuova tecnica lavaggio a ultrasuoni per l’insalata che potrebbe ridurre drasticamente il rischio di epidemie da frutta e verdura

Una nuova tecnica di lavaggio a ultrasuoni potrebbe diventare un’arma efficacie nella prevenzione di intossicazioni alimentari da insalata e verdure a foglia larga. Un recente studio dell’Università di Southampton in Inghilterra ha mostrato come flussi d’acqua carichi di microscopiche bolle d’aria e onde sonore possono rimuovere batteri dalle foglie in modo più efficace rispetto a metodi più tradizionali utilizzati in casa o dai produttori.

lavaggio ultrasuoni

L’importanza di lavare bene frutta e verdura

Una dieta ricca di frutta e verdura è importante per la salute, tuttavia è fondamentale assicurarsi di pulire con attenzione gli alimenti consumati crudi. Le verdure a foglia larga specialmente possono venire facilmente contaminate da batteri nocivi duranti i processi di coltivazione, raccolta, vendita o trasporto. Nei prodotti freschi non è possibile utilizzare il calore per uccidere i batteri, ecco che quindi metodi come il lavaggio a ultrasuoni possono venire in aiuto.

I lavaggi tradizionali con acqua, sapone, candeggina detergente o altri tipi di disinfettanti chimici o naturali spesso non sono sempre completamente efficaci. La superficie delle foglie è infatti ricca di micro-fessure dove i batteri possono annidarsi e resistere anche ai prodotti più aggressivi. Molte delle recenti epidemie di e.coli in Stati Uniti e Canada derivano proprio dalla resistenza tenace di questo batterio ai metodi di lavaggio tradizionale.

Come funziona il lavaggio a ultrasuoni

In questo nuovo metodo gli scienziati hanno utilizzato flussi di acqua “acustica” per pulire foglie di spinaci appena raccolte. I risultati sono stati quindi confrontanti con quelli di spinaci risciacquati con semplice acqua corrente. I flussi d’acqua nel lavaggio a ultrasuoni sono carichi di micro-bolle d’aria e di onde sonore. Sulla foglia, le onde sonore creano degli “echi acustici” in grado di penetrare fino nelle fessure più piccole presenti sulla superficie. Le bolle d’aria vengono quindi guidate all’interno di questi spazi dove riescono a “scalzare” anche i batteri più nascosti. Un secondo processo di risciacquo permette poi di allontanare il tutto dalla superficie della foglia.

I risultati hanno mostrato come dopo 6 giorni, la carica microbica per gli spinaci trattati con questo nuovo lavaggio ad ultrasuoni fosse significativamente inferiore rispetto agli spinaci lavati con metodi tradizionali. Il lavaggio ad ultrasuoni inoltre non ha causato danni alle foglie risultando quindi una promettente tecnica sia per la sicurezza alimentare, sia per la possibilità di estendere la freschezza del prodotto.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.