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Il cambiamento climatico causerà carenze nutrizionali

Il cambiamento climatico causerà carenze nutrizionali

Le piante del futuro meno nutrienti per via del cambiamento climatico. Centinaia di milioni di persone a rischio di carenze alimentari soprattutto per zinco, ferro e proteine.

Il cambiamento climatico in atto renderà le piante del futuro meno nutrienti e questo causerà carenze nutrizionali per larga parte della popolazione mondiale. Secondo una ricerca dell’ Harvard TH Chan School of Public Health, i sempre più alti livelli di anidride carbonica nell’atmosfera finiranno per influire sulla qualità del cibo di cui ci nutriamo.

Cambiamento climatico e salute alimentare

La colpa è dell’aumentare dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre. Secondo diversi esperti infatti l’aumentare di CO2 sta compromettendo le coltivazioni di grano, riso, mais e soia riducendone la quantità di nutrienti base. Questo metterebbe a rischio la salute di diverse centinaia di milioni di persone, soprattutto tra coloro che vivono nelle zone più povere del mondo.

Secondo i ricercatori, il cambiamento climatico porterebbe 175 milioni di persone a soffrire di carenze di zinco e 122 milioni di persone a soffrire di carenze di proteine entro il 2050. Inoltre, quasi 1,5 miliardi di donne in gravidanza e bambini sotto i 5 anni potrebbero avere carenze di ferro. Per le coltivazioni indicate infatti i livelli più alti di CO2 ridurrebbero la presenza di zinco, ferro e proteine dal 3% fino al 17%. Le conseguenze per chi vive di queste coltivazioni sarebbero serie.

Le nazioni più povere avranno più carenze nutrizionali

Il team di ricercatori di Harvard ha preso in considerazione i dati di 151 paesi tenendo in presente le differenze locali tra cui: qualità dei raccolti e preferenze di regime alimentare. I paesi più a rischio per l’impoverimento delle colture sarebbero le nazioni del Nord Africa, Medio Oriente e il Sudest Asiatico. In questi paesi saranno le fasce di reddito più basse ad essere più colpite per l’incapacità di diversificare la propria dieta. Al contrario invece, secondo gli esperti, le popolazioni di nazioni più ricche sperimenteranno un impatto moderato proprio per via dell’accesso facilitato a diverse fonti nutrizionali.

Più alti livelli di CO2 favoriscono la crescita delle piante, eppure la loro qualità nutrizionale ne viene ridotta. Questo significa che per assumere gli stessi nutrienti di oggi dovremo in futuro mangiare di più dello stesso prodotto dando vita ad altri problemi come, ad esempio, l’obesità. Se non ci sarà una drastica riduzione dei livelli di CO2 sarà necessario per molti modificare le proprie abitudini alimentari. Tra le soluzioni: spostarsi verso coltivazioni che traggono beneficio dagli alti livelli di anidride carbonica, oppure verso diete con più alta presenza di prodotti di origine animale.


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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