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"Il Bosco”, la bellissima poesia di Giovanni Pascoli

"Il Bosco”, la bellissima poesia di Giovanni Pascoli

Nella poesia “Il Bosco” Giovanni Pascoli ci dipinge un ambiente meraviglioso e ci ricorda quanto sappia essere affascinante la natura.

Il Bosco” è una poesia di Giovanni Pascoli contenuta nella raccolta Myricae. Nel componimento l’autore delinea un quadro idilliaco, trasportando il lettore all’interno di un ambiente in cui realtà e fantasia si fondono. La mitologia prende forma concreta e la natura si fa densa di presenze. La distesa di alberi diventa allora rifugio e luogo di mistero, pronto ad accogliere l’uomo che si dimostri in grado di ascoltarne il richiamo.

Il Bosco, la bellissima poesia di Giovanni Pascoli
@envatoelements

Il Bosco” di Giovanni Pascoli: la poesia 

O vecchio bosco pieno d’albatrelli, 
che sai di funghi e spiri la malìa, 
cui tutto io già scampanellare udìa 
di cicale invisibili e d’uccelli: 

in te vivono i fauni ridarelli 
ch’hanno le sussurranti aure in balìa; 
vive la ninfa, e i passi lenti spia, 
bionda tra le interrotte ombre i capelli. 

Di ninfe albeggia in mezzo alla ramaglia
or sì or no, che se il desìo le vinca,
l’occhio alcuna ne attinge e il sol le bacia.

Dileguano; e pur viva è la boscaglia, 
viva sempre ne’ fior della pervinca 
e nelle grandi ciocche dell’acacia.

Il bosco” di Giovanni Pascoli: un’analisi 

Il bosco” è una poesia di Giovanni Pascoli densa di significato. Nella lirica l’autore ci presenta un ambiente descritto in modo evocativo, portandoci quasi a immergerci in un’atmosfera incantata. L’ambiente inizia a popolarsi già nella prima strofa, quando a funghi, alberi e cicale, fanno seguito gli uccelli invisibili, che introducono già un elemento fiabesco, seppur labile. 

La trasformazione del paesaggio si completa nei versi che seguono. Sulla scena si fanno largo infatti fauni e ninfe, creature mitologiche che alimentano il senso di incanto. Nell’ultima strofa queste presenze abbandonano il campo ma il bosco rimane animato dagli elementi semplici che lo contraddistinguono come se la magia fosse sempre presente seppur non immediatamente percepibile.

Giovanni Pascoli e il suo bosco incantato 

Il bosco” è un componimento che ci restituisce delle atmosfere che ricordano quelle di “Sogno di una notte di mezza estate” di Wiliam Shakespeare. Le creature mitologiche trasformano infatti la natura in una sorta di ambiente fatato in cui l’uomo è tanto estraneo quanto possibile ospite. Non manca nemmeno la sensazione che tali entità infestino in un certo senso i boschi. Non è un caso che i fauni siano descritti come “ridarelli” e le ninfe appaiano intente nell’atto di spiare. 

La natura si mostra ancora una volta in grado, come altrove nella poesia di Pascoli, di fare da luogo di pace e consolazione dalle angosce della vita. Il singolo è chiamato a prestare ascolto alla melodia che essa propone con la propria interiorità perché ad avere valore sono gli elementi più semplici del mondo.

A conferire un’ulteriore nota fiabesca alla poesia “Il Bosco” è la forma scelta da Pascoli. Siamo infatti di fronte a un sonetto classico, formato da due quartine e due terzine di endecasillabi. Le rime incrociate aumentano la musicalità cantilenante dei versi. Nel linguaggio ricercato eppure evocativo si completa la “malia” che la natura getta sull’uomo.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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