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E171: biossido di titanio, è sicuro da mangiare?

Nuove ricerche mettono in discussione l’additivo E171, il biossido di titanio, presente in moltissimi prodotti come colorante e considerato fin’ora sicuro.

In Europa il biossido di titanio, noto anche con la sigla E171 è considerato sicuro per l’alimentazione. L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha ribadito la sua posizione ma una nuova ricerca che arriva dall’Università di Syndney, in Australia, getta nuove ombre sull’additivo e sulla sua reale sicurezza per l’organismo.

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biossido di titanio e171

Biossido di titanio, cos’è l’E171

Il biossido di titanio è comunemente utilizzato per alimenti, prodotti farmaceutici e cosmetici come agente sbiancante. La sua tendenza naturale al chiaro serve per modificare il colore di alcuni prodotti alimentari, fino a 900 secondo le stime, come caramelle, gomme da masticare, maionese, formaggi e anche alcuni prodotti da forno.  Nella cosmetica invece è spesso presente in prodotti come creme per il corpo, creme solari e dentifrici.

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biossido di titanio

Sebbene la sua diffusione sia cresciuta enormemente negli ultimi 10 anni, ancora non esiste un parere concordante sulla sua sicurezza. Nonostante la posizione dell’EFSA infatti, diverse associazioni di consumatori europee, fino a 30, hanno sconsigliato l’assunzione della sostanza mentre la Francia addirittura la metterà al bando a partire dal 2020. Secondo la legislazione dell’Unione, un additivo alimentare può essere utilizzato solo se è sicuro, giustificato e non ingannevole. Secondo i detrattori dell’E171, il biossido di titano non rispetterebbe nessuna di queste categorie.

La ricerca australiana sul biossido di titanio

Una ricerca dell’Università di Sydney pubblicata sulla rivista Frontiers in Nutrition ha preso una posizione più netta suggerendo come il biossido di titanio possa causare problemi per la salute umana. I ricercatori hanno scoperto come il consumo di E171 attraverso gli alimenti influisca sulla flora intestinale e possa causare infiammazione. Il primo passo per malattie dell’intestino e del colon.

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Secondo i ricercatori australiani il biossido di titanio avrebbe avuto un’azione negativa sugli animali in laboratorio portando i batteri presenti ad un aumento della formazione di biofilm. Una formazione, mettono in guardia, spesso presente anche durante diverse malattie tra cui anche il cancro del colon. La TDMA, l’associazione che riunisce i produttori di biossido di titanio ha dichiarato di stare lavorando con le autorità per analizzare tutto il corpo di conoscenze scientifiche attuali e determinare l’effettiva sicurezza della sostanza per l’uomo.  Il dibattito, quantomeno, è aperto. Per noi consumatori rimane sempre valido il consiglio di prestare sempre attenzione a cosa è indicato in etichetta prima scegliere se consumare un prodotto.

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