Ambiente

Dall’anidride carbonica all’amido: come ridurre l’inquinamento

Un gruppo di ricerca sta sviluppando il processo per trasformare l’anidride carbonica in amido con apparenti benefici per l’ambiente e la salute umana.

Miliardi di anni di evoluzione hanno reso i processi naturali all’apparenza perfetti. Superare le prestazioni della natura sembra quasi una sfida per l’uomo. Un gruppo di ricerca sta sviluppando un sistema per trasformare l’anidride carbonica in amido con un’efficienza maggiore rispetto a quella che fanno normalmente le piante. Questo sistema potrà aiutarci a diminuire l’inquinamento?

Trasformare l'anidride carbonica in amido
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Da anidride carbonica a amido

Gli artefici del processo di trasformazione dell’anidride carbonica in amido sono gli scienziati di un gruppo di ricerca cinese. E’ il team del Tianjin Institute of Industrial Biotechnology dell’Accademia cinese delle scienze a portare avanti questo progetto che permette di produrre amido con un’efficienza 8,5 volte superiore rispetto al normale processo delle piante.

I ricercatori hanno sviluppato undici reazioni chemo-enzimatiche che all’interno di un bioreattore riescono a trasformare l’anidride carbonica in metanolo e successivamente in amido. Nella teoria, la produzione annuale in un reattore di un metro cubo di amido corrisponde alla resa annuale di un terzo di un ettaro di campo coltivato con il mais.

Benefici per l’ambiente

Il processo di trasformazione dell’amido a partire dall’anidride carbonica all’interno dei bioreattori permetterebbe di avere alcuni vantaggi. Infatti, secondo le stime dei ricercatori cinesi, il sistema sviluppato farebbe risparmiare fino al 90% del suolo e dell’acqua che altrimenti sarebbero impiegati per la coltivazione del mais e di altre piante necessarie per l’alimentazione.

Inoltre, da questa considerazione deriverebbe un altro beneficio a favore dell’ambiente e della salute umana. Infatti, con la riduzione delle coltivazioni diminuirebbe anche l’impiego di pesticidi e fertilizzanti in agricoltura e quindi l’inquinamento provocato dai pesticidi stessi.

Produzione amido in laboratorio
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Amido in natura e in laboratorio

L’amido è lo zucchero di riserva delle piante, nonché la principale fonte di carboidrati nella nostra alimentazione. Le specie vegetali ottengono l’amido attraverso la fotosintesi, fissando il carbonio contenuto nell’aria in glucosio. Quest’ultimo viene poi assemblato in amido che sarà utilizzato dalla pianta come scorta energetica.

Con la produzione dell’amido in laboratorio la prospettiva potrebbe quindi essere quella che i carboidrati necessari per la nostra alimentazione non deriveranno dalle piante coltivate. L’idea, nel suo complesso, ricorda la produzione della carne artificiale.

Tuttavia, si parla ancora di un futuro abbastanza lontano. Oltre a dover superare i dubbi da parte della popolazione sulla consumazione di alimenti prodotti in laboratorio, i ricercatori devono ancora ottimizzare il processo di trasformazione dell’anidride carbonica in amido. Infatti, al momento serve ancora tanta energia per avviare questo procedimento.

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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.