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Consegne a domicilio dai ristoranti: la reazione al decreto #iorestoacasa

Le consegne a domicilio dai ristoranti è la scelta che alcuni locali hanno attuato nei confronti del decreto che impone all’Italia di fermarsi

Il decreto, diffuso poi sui sociale con #iorestoacasa, è stato firmato: a partire dal 10 marzo le misure prese sono rigide, tutti i locali dovranno chiudere alle 18. Le consegne a domicilio dai ristoranti sono le risposte all’emergenza che alcuni ristoratori hanno adottato, altri invece hanno deciso di chiudere definitivamente fino a nuove disposizioni.

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Cosa è cambiato a seguito del decreto #iorestoacasa?

Mantenere le distanze, igienizzare l’ambiente, non darsi la mano, non abbracciarsi e baciarsi, tutto questo non basta più. Il virus va messo alla porta e la porta deve rimanere chiusa, questo è quello che in brevi parole definisce il decreto #iorestoacasa. Ma cosa è cambiato a seguito del decreto? I cittadini dovrebbero spostarsi il meno possibile e solo per questioni urgenti, i locali e i ristoranti limitare le attività, chiudendo entro le 18. Una restrizione che va ovviamente a ledere soprattutto i luoghi dell’aperitivo e i ristoranti. Sono in molti quelli che hanno scelto le ferie forzate, sperando di riaprire il prima possibile. Qualche esempio?


  • Chef Andrea Berton: «Il ristorante Berton sarà chiuso per un po’ di tempo, è il senso di responsabilità che ce lo impone. Arrivederci e a presto, per essere in salute, più motivati di prima».
  • Chef Davide Oldani: «Questa sera ho spento le luci del D’O. La speranza che questo mio gesto possa in qualche modo contribuire ad arginare “il fiume in piena” e che ci permetta di tornare alla nostra quotidianità prima possibile».
  • Pastry Chef Iginio Massari: «Carissimi amici , per salvaguardare l’incolumità di tutti i nostri preziosi collaboratori, clienti e fornitori abbiamo assunto la decisione di chiudere tutti nostri punti vendita».

Di controparte arrivano le consegne a domicilio dai ristoranti, in questo modo i gestori vanno incontro ai cittadini che ligi rispettano il decreto #iorestoacasa, inoltre riescono a sopperire alle limitazioni delle loro attività. Uno dei primi è stato Wicky’s a Milano, che ha scelto di recapitare gli ordini a domicilio tramite taxi, ma non è l’unico. Anche Irina Steccanella nelle vicinanze di Bologna ha attivato il food delivery, con un menù speciale a un prezzo contenuto. E non per ultimo anche il tristellato Da Vittorio a Brusaporto, Bergamo. La famiglia Cerea ha lanciato Da Vittorio at Home: la sua offerta è composta da 3 menù differenti, uno di carne, uno di pesce e uno vegetariano. Per i più sfiziosi c’è anche la possibilità di creare menù personalizzati o richiedere un cuoco a casa; inoltre ogni settimana ci sarà la possibilità di scegliere un piatto speciale.

Le consegne a domicilio dai ristoranti permettono di vivere una cena prelibata anche in casa, una soluzione che molti oste hanno adottato per rispettare il decreto, senza perdersi d’animo e assecondando i clienti più affezionati.

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Giornalista pubblicista, attratta dalla natura e dal benessere, una persona dinamica e motivata da una costante voglia di conoscere il mondo che la circonda. Laureata in Relazioni Pubbliche e Pubblicità, con uno spiccato interesse per la moda, lo yoga e la buona cucina.