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Chef Isabella Potì, il giudice de Il Ristorante degli Chef

Chef Isabella Potì, il giudice de Il Ristorante degli Chef

Una giovane rivelazione, la chef Isabella Potì ci racconta la sua esperienza di giudice a Il Ristorante degli Chef, il primo talent dedicato alla cucina di casa RAI.

Per la chef Isabella Potì diventare giudice de Il Ristorante degli Chef è solo l’ultimo dei traguardi raggiunti nella sua folgorante carriera. Classe 1995, dopo il diploma alla scuola alberghiera inizia a girare l'Europa lavorando nelle cucine dei migliori ristoranti, tra queste quella di Claude Bosi a Londra e, in Spagna, per il laboratorio di Paco Torreblanca, ritenuto uno dei migliori pasticceri a livello internazionale. La sua rapida ascesa è stata inoltre incoronata dalla citazione da parte della rivista Forbes, nel 2017, nella lista dei «30 personaggi Under 30 da tenere d’occhio».

Oggi Isabella Potì lavora come sous chef e pastry chef al ristorante Bros’ di Lecce, di cui è co-proprietaria con lo chef Floriano Pellegrino. Talento, passione e duro lavoro hanno condotto quest’anno il ristorante salentino a meritarsi la prima ambita Stella Michelin. In proposito la chef ci ha detto: «È un traguardo molto importante e siamo molto felici! Ci siamo sempre concentrati e impegnati per fare un buon lavoro e questo importante riconoscimento, per quanto inaspettato, non può che riempirci di gioia.»

Chef Isabella Potì a Il Ristorante degli Chef

Dopo una comparsa come ospite a Master Chef Italia, la chef Isabella Potì diventa giudice de Il Ristorante degli Chef. «Ho apprezzato fin da subito il mood e il target che il programma si proponeva di mantenere e quindi ho accettato di diventare giudice. L’ho trovato avvincente e diverso, specialmente nelle fasi all'interno del ristorante che vedrete nelle prossime puntate. Ci hanno fatto sentire subito a casa». Il ruolo di giudice è certamente molto stimolante, ma porta con sé anche la necessità di prestare la giusta attenzione. «Partecipare come ospite di un programma e fare il giudice sono due ruoli completamente diversi.

Quest’ultimo richiede di assumersi una buona dose di responsabilità nei confronti dei partecipanti. Tutti i concorrenti si mettono alla prova per inseguire un sogno nel nome della grande passione per la cucina e saremo noi giudici a dettarne le sorti». Ricoprire il ruolo di giudice non significa però recitare una parte. «Non mi sono sentita in obbligo di cambiare per vestire i panni di giudice. Per quanto abbia il massimo rispetto e sia pienamente conscia dell’onere di dover giudicare i concorrenti, avrete sicuramente potuto notare la mia tendenza ad essere anche piuttosto glaciale. Ma è il mio carattere e non posso farci niente, quella che vedete è Isabella Potì».

La squadra dei giudici

Responsabilità sì, ma anche divertimento. «È stato molto divertente lavorare con Andrea (Berton) e Philippe (Léveillé). Sono stati due ottimi compagni con cui si è sviluppato subito il giusto feeling». Una squadra di giudici molto eterogenea. Diverse esperienze, diversi approcci e diverse cucine, ma chef Isabella Potì non esita ad affermare: «tra noi giudici si è creata subito una grande complicità; il che ci ha permesso di lavorare molto bene.

Siamo persone e professionisti molto diversi, ma compatibili. Le nostre differenze si sono ben incastrate tra loro e le nostre personalità si sono completate a vicenda.» Una disomogeneità che però funziona. «Ognuno di noi ha un proprio approccio nei confronti dei concorrenti e della professione, e credo proprio sia anche questa l’arma vincente.»

Qualche considerazione sul programma dalla chef Isabella Potì

Il nuovo programma RAI ha sollevato pareri contrastanti, ma chef Isabella Potì, neo giudice de Il Ristorante degli Chef, lascia intendere che il meglio deve ancora venire: «La prima puntata è stata atipica rispetto a quello che si vedrà nelle successive. Il vero programma inizia da ora. La prima fase è stata necessariamente di selezione, con eliminazioni su eliminazioni.» Lo svolgimento della gara si sposterà infatti all’interno di un vero ristorante romano, in cui le brigate di aspiranti chef dovranno vedersela con della clientela esigente composta anche da VIP.

«Penso che la scelta di mostrare la reale vita di una cucina di un vero ristorante sia quel quid in più che dà personalità e spessore al programma. Si vedranno, di fatto, dei principianti alle prese con un servizio vero e tutte le sue difficoltà». Sì, ma senza inutili sprechi: «Il tema dello spreco alimentare è stato un chiodo fisso nello sviluppo di tutto il programma. Si vedrà anche questo nelle prossime puntate, in cui l’attenzione per la materia prima e il tema del recupero avranno il loro spazio. Così come avviene in una vera cucina, appunto. Noi chef non siamo abituati allo spreco e, anche davanti alle telecamere, la situazione non può essere differente.»


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Fabrizio Inverardi
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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