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Carne coltivata: pronta la bistecca del futuro

Svolta nella produzione di carne coltivata al di fuori del corpo di un animale: la proteina della soia è l'ingrediente segreto. L’ambiente ringrazia.

La carne coltivata è realtà. Su Nature Food, infatti, è stata pubblicata la ricerca condotta da un team di scienziati che ha applicato una tecnologia innovativa 3D, originariamente sviluppata per applicazioni mediche, in particolare per l’ingegneria dei tessuti nei trapianti umani, alla crescita di carne coltivata su strutture di proteina di soia.

carne coltivata

Coltivare la carne: Bistecche artificiali come quelle vere

L’idea è proprio di coltivare la carne. In un ambiente controllato le cellule vengono fatte crescere, in circa tre-quattro settimane, con una modalità simile a come crescerebbero in una mucca e il risultato è un prodotto con una consistenza ed un gusto paragonabili alla carne bovina oggi in commercio.


Tecnicamente le cellule vengono fatte crescere su una struttura 3D commestibile realizzata utilizzando la proteina della soia a cui le cellule si aggrappano e su cui proliferano.

La proteina della soia, infatti, è porosa e favorisce l’adesione delle cellule che, grazie all’ossigeno ed alle sostanze nutritive che transitano proprio dalla stessa proteina della soia, crescono e si moltiplicano.

In tal modo la carne coltivata si sviluppa e i test effettuati avrebbero confermato la somiglianza con la bistecca macellata per consistenza e sapore; i volontari che, infatti, hanno assaggiato il prodotto dopo la cottura hanno percepito un sapore carnoso accompagnato dalla sensazione di mordere carne bovina.

Rispetto alla carne artificiale finora creata, il livello è tale che il risultato è molto simile ad una fettina di carne piuttosto che a del macinato di carne.

I ricercatori ritengono possibile in futuro utilizzare anche altre proteine vegetali per costruire la struttura tridimensionale su cui far poi crescere le cellule della carne coltivata.

In ogni caso la presenza della parte vegetale consente già oggi di limitare nel complesso la presenza di carne coltivata, abbattendo così ancor più l’impronta ambientale, già di per sé inferiore del 90% rispetto alla carne da animale.

L’impatto ambientale della carne coltivata

Da non sottovalutare, poi, i vantaggi per l’ambiente. Oggi, infatti, sono spesso richiamati i danni ambientali causati dall’industria della produzione di carne, l’aumento dell’uso di antibiotici che accelerano la crescita di batteri resistenti ai farmaci, le riserve etiche sulla sofferenza degli animali durante il processo di produzione della carne.

Nonché l’impatto ecologico dannoso dell’industria a causa dell’uso intensivo delle risorse naturali

Questa nuova carne coltivata potrebbe, invece, consentire di evitare queste problematiche o, comunque, limitarle, considerato che difficilmente tutti i consumatori sostituiranno, almeno nel breve, la carne da animale con la carne 3D.

La produzione di carne coltivata è comunque una realtà e potrebbe consentire la commercializzazione di un alimento con consistenza e gusto paragonabili alla carne bovina, però senza la necessità di allevare animali.

REDAZIONE
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