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Carne coltivata: è veramente amica dell’ambiente?

La carne coltivata promette di rivoluzionare il mondo in cui mangiamo. Ma è veramente amica dell’ambiente?

La “carne coltivata” viene cresciuta a partire da cellule animali. Il processo promette di cambiare radicalmente il mondo dell’alimentazione nei prossimi. Un carne cresciuta senza la necessità di uccidere alcun animale è una promessa affascinante ma quanto la carne “artificiale” è effettivamente amica dell’ambiente?

carne coltivata

Meno immissioni con la carne coltivata?

Una recente ricerca condotta dall’organizzazione olandese indipendente CE Delft ha cercato di tracciare il futuro della carne coltivata. La ricerca ha raccolto dati direttamente dalle aziende operanti nel settore. Secondo i ricercatori: la carne di manzo di origine cellulare comporterebbe fino al 92% in meno di immissioni nell’atmosfera, fino al 95% in meno di consumo del territorio e fino al 78% in meno di consumo d’acqua rispetto ad un allevamento tradizionale.

A preoccupare tuttavia sarebbero i costi “nascosti” della carne coltivata. Produrre nutrienti, sterilizzanti e colture idonee a crescere le cellule in ambiente artificiale richiederebbe un grande impiego di energia. Questo potrebbe invalidare le promesse della carne in laboratorio come amica dell’ambiente, spostando semplicemente l’impatto ambientale invece che ridurlo. Tra le preoccupazioni anche l’aumento della richiesta di prodotti chimici necessari alla coltura della carne al di fuori dell’allevamento.

Presto la parità di prezzo

Nonostante il reale impatto ambientale della carne coltivata non sia ancora del tutto chiaro, il suo futuro è comunque alle porte. Negli Stati Uniti l’opinione pubblica sta sempre più accettando il prodotto come alternativa. Fino a 7 americani su 10 hanno dichiarato la loro disponibilità a provare pollo “coltivato” invece che allevato con metodi tradizionali.

Con il favore dei consumatori, il problema principale ora è la riduzione dei costi. Ad oggi il prezzo della carne coltivata è ancora molto più elevato rispetto a quella tradizionale. La parità di prezzo potrà arrivare già nei prossimi 10 anni grazie all’affinamento delle tecniche e all’aumento della produzione. Entro il 2030 i costi di produzione della carne coltivata potrebbe scendere fino a circa 5€ al chilo.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.